COMANDA NAPOLI, FINALMENTE ANCHE NEL GIOCO

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Dopo le critiche (meritate) di sabato scorso a causa della follia tattica mostrata contro l'Arezzo, il Napoli sfodera una prestazione di altissimo livello e di grande personalità, contro un avversario neanche tanto male. Il 3-1 di Trieste è importante e significativo per diversi motivi: innanzitutto perchè conseguito appunto ai danni di una compagine, quella giuliana, che non ha per nulla demeritato, portandosi in vantaggio e non mollando mai fino al termine della gara; inoltre dimostra la coesione di un gruppo sempre più compatto, che non si scompone anzi si rafforza quando le cose vanno male. Gli abbracci e i baci in occasione dei gol, quello di De Zerbi in primis ma anche quello di Bucchi, quando "Bum Bum" è andato a cercare proprio colui che dovrebbe essere il suo attuale rivale, Calaiò, per festeggiare con lui la segnatura, urlano al mondo intero che il Napoli c'è, col morale, con le gambe ma soprattutto -ed era ora- anche con la testa. Il tutto dopo una settimana strana, il gol dell'Arezzo al 94' aveva scatenato un putiferio culminato con le voci (subito smentite) dell'esonero di Reja, scombussolando un ambiente che fa delle qualità umane la propria linfa vitale. Il risultato odierno è il segnale più forte che il gruppo partenopeo potesse mandare.Ad essere onesti, le premesse non sembravano delle migliori: un paio di sciagurati disimpegni difensivi hanno mandato in bambola l'intero reparto arretrato napoletano, e hanno spianato la strada al vantaggio degli alabardati, con Eliakwu a portare a spasso Maldonado e Ceron a finalizzare l'azione. Poi la reazione veemente, a contrastare l'esuberanza dell'attacco e degli esterni biancorossi che continuavano ad imperversare sulle due fasce. Marchesetti e il nigeriano Eliakwu per mezz'ora hanno fatto letteralmente impazzire Savini, Domizzi e Maldonado, che poi hanno trovato le giuste contromisure in concomitanza col prevedibile calo degli avversari. Il risveglio del Napoli ha portato ai più attenti una gradita sorpresa: la ritrovata fiducia nei confronti dei centrocampisti, che finalmente ricevevano il pallone senza essere scavalcati dai lunghi rilanci sterili di Cannavaro e soci. Buona la partita di Gatti, soprattutto in interdizione. Il ragazzo, partito un po' in sordina, ha attraversato una crescita costante nell'arco dei 90', catalizzando palloni e falli in quantità industriale. Ma su tutti oggi è spiccato Bogliacino, probabilmente il migliore in campo, una prestazione di grandissima qualità, con inserimenti pericolosi e più frequenti del solito, ma anche di quantità e corsa, lo vedevi dappertutto a costruire come a recuperare la palla dai piedi degli avversari. Dai piedi del Boglia sono partite dalla metà campo molte delle azioni più pericolose degli azzurri, complimenti all'uruguaiano perchè svolge un lavoro preziosissimo, meno si vede in campo più alla fine risulta essere incisivo e decisivo. De Zerbi invece si è reso visibile, eccome. Il piede vellutato di questo giocatore disegna sempre traiettorie pericolosissime, ne sa qualcosa la difesa della Triestina che vedeva i sorci verdi ad ogni corner da lui battuto. Infatti sono suoi i due assist per i gol di Cannavaro e Bucchi, più il delizioso lob che ha beffato Rossi quasi allo scadere, chiudendo il match. Il Genietto, a ben guardarlo, sembra Recoba. La somiglianza è fisica, ma non solo. Discontinuo talvolta fino all'irritante, può però vincere la partita da solo, e anche se scompare dal gioco per lunghissimi minuti, con la giusta fiducia può sempre diventare decisivo. Uno di quei giocatori che si fanno amare da chi ama il calcio, e si sa, a Napoli il calcio, quello vero, più che amarlo lo si adora… Menzione speciale merita Gianello, secondo di Iezzo. Il suo turno sembra non arrivare mai, ma quando arriva non dà modo a nessuno di rimpiangere il titolare della maglia numero 1. Un perfetto secondo, di quelli fondamentali in stagioni vincenti.E mai come adesso la stagione del Napoli sembra essere sul binario giusto per il lieto fine. Basti guardare i risultati delle altre, che mettono la squadra di Reja in una posizione di forza, in una classifica sempre più sorridente: l'ordine delle inseguitrici è invertito rispetto a come dovrebbe essere sulla carta, con Genoa e Bologna ormai staccate rispettivamente di 5 e 6 punti, un solco che assume sempre di più le sembianze del burrone. Piacenza e Mantova si sono infilate in questa contesa, ma i loro risultati altalenanti insieme alla pochezza delle rose fanno pensare che non potranno che tirare la volata alle due rossoblù. Se davvero così fosse il Napoli avrebbe fatto un grosso passo in avanti, e il calendario in discesa (sabato prossimo al San Paolo arriva lo Spezia) non può che rappresentare un'ulteriore spinta a staccare tutti nella corsa alla promozione diretta. Oltretutto, se lunedì la Juve non fa risultato pieno col Modena, gli azzurri saranno in testa, in caso di improbabile sconfitta dei bianconeri addirittura in solitaria. Sarà pure il primato di Pulcinella, a questo punto della stagione, ma vuoi mettere il fascino della vetta? 

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