ALLA RICERCA DI UN PERCHE’ AD UNA SQUALIFICA
Vigilia di Natale amara per Napoli e forse anche per il calcio italiano. Il giudice sportivo ha squalificato l’attaccante uruguayano, Marcelo Zalayeta, per due turni dopo una segnalazione del Procuratore Federale riguardante la condotta del 3° minuto del secondo tempo, quando cadeva in area per un contatto con il portiere Sereni. Nel referto si legge che l’attaccante napoletano entrava all’interno dell’area avversaria in velocità per poi toccare il pallone con il piede sinistro e dopo di questo continuare la sua corsa senza spostarsi in modo da prendere in inganno il direttore di gara che, da posizione ottimale, ha segnalato l’irregolarità del portiere granata e di conseguenza, assegnare il calcio di rigore. Dato che, dopo aver acquistato ed elaborato le immagini di Sky, si è giunti alla conclusione che il centravanti partenopeo abbia dato vita ad un “plateale tuffo” senza essere entrato in contatto con l’avversario.In sintesi, sono queste le parole del Giudice Sportivo in merito alla squalifica del bomber napoletano, sentenza più che discutibile, quindi cerchiamo di analizzare il tutto e cercare di capire il perché.
ANTISPORTIVITA’ In primo luogo, Zalayeta viene punito per un comportamento antisportivo perchè in quel occasione, ha tratto in inganno il direttore di gara; verrebbe da chiedersi chi non farebbe una cosa del genere a questo mondo, ma più che altro dovremmo mettere in risalto due punti: il primo riguarda lo stesso referto evidenziando la parte riguardante il direttore di gara “ben piazzato”, questo sta a significare che il sig. Trefoloni abbia visto tutto e quindi avrebbe avuto la possibilità di decidere con una certa sicurezza, invece si è usata la prova tv per smentire la stessa decisione arbitrale. Verrebbe da pensare che il direttore di gara o abbia avuto una buona visuale a tal punto da non vedere praticamente nulla, oppure decidere per il calcio di rigore a priori, colpito dai sensi di colpa per quello che nel primo tempo era accaduto. Queste sono risposte che non avremo mai, ma almeno proviamoci a dare una risposta da soli con domande appropriate. Inoltre, nel referto, si legge che il calciatore abbia sorvolato senza alcun contatto fisico salvo un “possibile, e comunque irrilevante, sfioramento di una mano allorché il tuffo era già iniziato”, siamo in periodo natalizio, la mistica entra nelle case attraverso televisioni e tradizioni, ma spesso si cerca di amulare qualche avvenimento, perdendo di vista la razionalità delle cose. Come si può stabile se uno “sfioramento di una mano” possa essere irrilevante o quanto meno dannoso? Anche in questo caso si dovrebbe mettere sul banco degl’imputati il buon piazzamento del direttore di gara e i suoi rimorsi; c’è differenza tra una situazione a caldo con un dovere di decisione rapido e sicuro con una decisione presa qualche giorno dopo grazie alla tecnologia che qualcuno ripudia se si parla di applicarla al momento del fatto. Infine, riguardante l’antisportività, c’è un punto di etica e buon senso da dover analizzare: Zalayeta vola in area per guadagnarsi un rigore, a velocità normale l’inganno è plausibile, ma è più antisportivo cadere in area dopo uno sfioramento di una mano piuttosto che chiedere un calcio di rigore dopo che l’avversario respinge con un piede un colpo di testa avversario?! Sarebbe così solo se il sig. Trefoloni avesse punito un intervento pulito in area con un piede, quindi con il mezzo principale di questo sport.
DIRETTORE DI GARA Zalayeta si guadagna un rigore, la sorte ha voluto che Sereni fermasse il tiro di Domizzi, ma l’intera gara è stata “falsata” dal comportamento del sig. Trefoloni in merito al primo di tempo: calano le ombre sul rigore concesso al Torino, ma è molto chiaro il fatto che l’ex giacchetta nera, si sia fatto sfuggire dal proprio controllo l’intera partita stessa, ammonendo Blasi, per un fallo standard, ed espulso Grella per un tentativo di reazione dopo il fallo subito, chiaro segno che ormai a farne da padrona è il nervosismo. Nel secondo tempo, il direttore di gara assegna un rigore “dubbio” alla squadra di casa senza esitazione, i sensi di colpa esplodono nell’angoscia di un uomo e si cerca di riparare un’ingiustizia con un’altra ingiustizia, come se fosse un errore condannare ad ergastolo uno spacciatore dopo aver usato lo stesso giudizio con un mercante di frutta abusivo. Un po’ di riposo farebbe bene a Zalayeta, ma anche a Trefoloni non dispiacerebbe.
RECIDIVO Dopo tutto c’è anche un dato da dover esaminare. Il perché sia stato punito Zalayeta a dispetto di tante altre situazioni che ogni domenica riempiono i novanta minuti di gioco: in molte trasmissioni televisive, Zalayeta è stato etichettato come “recidivo” dopo il rigore conquistato contro la Juventus. In quel occasione, se Zalayeta avesse continuano la corsa senza saltare, si sarebbe rischiato un impatto con il portiere avversario al quanto dannoso per entrambi (chiedere a Frey per conferma), inoltre bisognerebbe considerare due cose: in primo luogo perché Zalayeta avesse dovuto simulare se la palla era ancora alla sua portata? Se l’uruguayano fosse riuscito a saltare il portiere avrebbe avuto comunque modo e tempo per piazzare il pallone nella porta sguarnita. Il secondo punto riguarda il “danno procurato”, se osserviamo le due azioni di gioco, c’è una forte somiglianza con il rigore ricevuto dall’Italia al Mondiale di Germania, durante l’Ottavo di finale contro l’Australia; in quel caso ci su un plebiscito per il danno procurato e anche Grosso, come Zalayeta, preferì cadere dopo una finta di corpo e quindi in equilibrio precario, piuttosto che tentare di saltare l’avversario stesso.
Naturalmente sono solo dei piccoli grattacapi che ogni amante di questo sport cerca di risolvere per evitare di dannarsi dopo qualche ingiustizia ricevuta; meglio guardare in casa propria, i panni sporchi si lavano in famiglia, ed evitare quindi di ricordare come la leggerezza di Filippo Inzaghi e qualche altro illustro collega sia più che visibile e conosciuta: sarà perché abbia una maglia diversa da quella di Zalayeta, sarà perché sia un grandissimo campione affermato, sarà perché sia più bravo di Zalayeta nel farlo, meglio augurarsi che il 2008, sia migliore degl’ anni appena vissuti!
