C’ERA UNA VOLTA UNA VIRTU’ CHIAMATA UMILTA’…

C'era una volta, non troppo tempo fa, una squadra che faceva dell'umiltà la sua arma migliore. E come essa anche il suo tecnico, un toscanaccio di quelli sanguigni e sfrontati,  predicava calcio insegnando ai suoi ragazzi che la prima regola per fare bene è prendere coscienza dei propri limiti per trarne vantaggio. È così che Walter Mazzarri ha portato questo Napoli nell'élite del calcio italiano: non solo tattica, ma anche grande motivazione e soprattutto un oceano di umiltà e sacrificio. E proprio per questo motivo, da cui scaturisce la grande considerazione e l'affetto di cui gode il tecnico di San Vincenzo all'ombra del Vesuvio, che i tifosi azzurri non guardano di buon occhio il repentino cambio di stile di cui si sta rendendo protagonista il mister da qualche tempo a questa parte: sempre meno attento a quanto c'è eventualmente da correggere nell'atteggiamento proprio e della squadra, sembra che Mazzarri stia leggermente perdendo la bussola tra mille alibi di sorta. Che si tratti di arbitraggi, di impegni delle nazionali o di calendario strampalato, di terreno di gioco pesante o di squadre avversarie che vengono a fare le barricate, il leitmotiv mazzarriano degli ultimi tempi è sempre lo stesso: alibi, alibi, alibi. Non ce ne voglia il nostro mister che tanto stimiamo e che lo scorso anno ha preso gli azzurri per mano conducendoli dalla zona retrocessione fino all'Europa, ma anche quando le sue asserzioni sono più o meno fondate, qualche assunzione di responsabilità nei momenti in cui la squadra non riesce ad esprimersi al meglio sarebbe quantomai segno di grande serietà e, forse, anche più utile alla causa del Napoli.

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