CENTODIECI E LODE
Serate come questa ricordano un po’ il giorno della laurea. Sai che ormai ce l’hai fatta, che niente se non una catastrofe inaudita può toglierti il traguardo per cui lavori da anni. Lo sai e pregusti già il momento in cui stapperai lo spumante, eppure l’attesa dell’evento ti logora. Sei lì, davanti alla commissione, e in un momento sembra tutto buio. A volte hai studiato anche mille pagine in una settimana, pagine stampate da professoroni che spesso si capiscono da soli; ora invece devi parlare di pochi paragrafi scritti di tuo pugno e ti sembra un ostacolo insormontabile. Si chiama tensione, baby, non puoi capire finché non la provi.
Poi i pensieri iniziano a farsi più chiari, e dopo aver pesantemente zoppicato rischiando una figuraccia clamorosa ti parte il frasone epico che avevi sugli appunti, e da lì in poi è tutta discesa. È curioso, in quel momento magari ti capita di pensare che è come se avessi segnato con un missile dal limite dell’area. Punto di svolta, lo chiamano i filosofi. Dopo quell’istante sembri Cicerone, sciorini cultura a gambe accavallate e volendo ci scappa pure la battutina. Alla fine di tutto ti alzi da quella sedia e ti sembra di aver spaccato il mondo. Pazienza se poi magari riguardi il filmino e in certi frangenti ti senti Campagnaro che appoggia un pallone sciagurato a De Sanctis o Zuniga che sbaglia un gol che neanche un bambino. Al fischio finale non conta più nulla, ridi anche delle figuracce e ti stimi da solo. Stimi anche le parti di te che sembrano Aronica, scherzi anche degli strafalcioni che sembrano i passaggi sballati di Inler. Tiri “Mancini” della tensione, diciamo così. Ma chissenefrega, oggi ho scritto la pagina più importante della mia storia e sono tutti qui per me, tutti a brindare e ad abbracciarmi come se avessi scalato l’Everest a mani nude. Non mi importa niente se di fronte c’erano gli esaminatori più accondiscendenti del pianeta, lo sanno tutti che il vero esame non era questo qui.
Oggi il Napoli di Mazzarri sulla Storia ci ha messo soltanto la firma, perché a scriverla la sta scrivendo dal 2004, pagina dopo pagina, dal complementare della Vis Pesaro al ‘mattone’ del Manchester City. Esattamente come una laurea, proprio così. E adesso, come nella vita, finisce l’apprendistato ovattato dell’università ed inizia il mondo reale, quello degli squali. Una squadra del genere, col carattere che ha, il mondo può sbranarlo in due morsi. L’entusiasmo non basterà più, ci vorrà l’esperienza. Perciò perdoneremo anche qualche passo falso, perché una carriera si costruisce nel corso degli anni, delusione dopo delusione, soddisfazione dopo soddisfazione. È proprio vero che gli esami non finiscono mai.Piccola postilla: Villarreal è stata l’Aula Magna della prima vera bocciatura, lo scorso anno in Europa League, Villarreal è stata l’Aula Magna del bacio accademico. Così il cerchio si è chiuso. Tanti auguri Napoli, ti vogliamo bene.
