APPUNTAMENTO ROMANO PER IL NAPOLI

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Sofferenza e ansia, come nella migliore tradizione partenopea. Alla fine, vivaddio, l’obiettivo è stato centrato. E contava quello, inutile fare tanti giri di parole. Contava battere e possibilmente abbattere il Siena, in modo da regalare alla stagione degli azzurri un’appendice meritata e suggestiva, la finale di Coppa Italia contro la Juventus nello scenario dell’Olimpico di Roma. La partita, diciamolo, è stata tutt’altro che spettacolare in senso stretto: autogol iniziale pro azzurri, Napoli che gioca sugli spartiti prediletti difesa-contropiede e Siena trafitto per la seconda volta già prima dell’intervallo. In tutto ciò, fanno da scenografia un San Paolo da favola ed un Siena geneticamente rinunciatario, schierato con il solo intento di bloccare e innervosire gli azzurri. Missione fallita, mister Sannino, almeno per il primo tempo. Perché nella ripresa gli azzurri sono tornati mezzi addormentati, mentre i bianconeri hanno provato almeno a giocarsela. Predominio territoriale, pochissime mezze occasioni e due colossali contropiedi falliti dal Napoli: tre frasi, sintesi estrema di una ripresa di poco calcio e di tanta ansia per un risultato in bilico dopo l’andata del Franchi. Alla fine, è tripudio. Tripudio meritato. Perché il Napoli ha onorato partita e competizione, ed ha saputo scrollarsi di dosso i fantasmi di Londra, facendo valere i valori di un gruppo di giocatori solo da elogiare per quanto fatto vedere durante la stagione. Oltre a regalare l’eccitante finale di Roma, questa affermazione potrà servire da stimolo anche per il rush finale in chiave Champions League, e lo diciamo sia dal punto di vista materiale (l’accesso all’ultimo atto della Coppa Italia garantisce agli azzurri l’accesso alla prossima Europa League, con conseguenti maggiori possibilità di “rischiare” e puntare tutto sulla corsa al terzo posto) che, soprattutto, dal punto di vista mentale, con una squadra che si lascia alle spalle il ricordo fresco e cocente di Stamford Bridge e si ributta nella lotta per la terza piazza convinta delle proprie possibilità e con l’occasione irripetibile di farcire una bacheca da troppi anni a digiuno di trionfi. Grazie, ragazzi, ma facciamo in modo che questo approdo in finale sia tutt’altro che un punto d’arrivo. Rendiamolo un punto di partenza per imbandire alla grande la tavola della rincorsa alla Champions, per poi presentarci al nostro appuntamento romano con la Vecchia Signora con la voglia di addolcire, con un dessert a forma di Coppa Italia, il pranzo sontuoso di una stagione da incorniciare.

 

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