CARO CAPITANO COSA TI STA SUCCEDENDO?
Paolo Cannavaro è il simbolo di questa squadra, non è un capitano qualunque, è il capitano. Ha scelto di sposare il progetto Napoli ed i risultati gli hanno dato ragione. Dalla B alla Champions il passo è stato breve, con tantissime gioie e tante soddisfazioni personali oltre che di calciatore “tifoso”. Lui che porta anche il fardello di essere il fratello del Pallone D’oro è stato spesso oggetto delle critiche più feroci, anche gratuite, da parte dei tifosi. Quando si vince il merito è dei tre tenori, quando si perde è colpa di Cannavaro. L’anno scorso è stata la stagione più fortunata e brillante del Napoli ed anche Paolo è riuscito a mettersi in mostra a suon di prestazioni e consentendo alla squadra di essere una delle difese meno perforate del campionato e di raggiungere il traguardo della Champions. Tant’è che quando sono arrivate le convocazioni di Prandelli, ci si è meravigliati per la mancata chiamata a Paolo a favore dell’anonimo Gastaldello. Quest’anno, però, i meccanismi difensivi hanno subito scricchiolato, a partire dalle prime apparizioni. Il Napoli subisce troppi gol, spesso anche in modo ingenuo. Si è detto che lui entra in forma più tardi, considerato il fisico e la stazza, si è detto anche che il centrocampo non sembra aver trovato quegli equilibri che permettevano, lo scorso anno, di ben figurare a tutta la difesa. Se vogliamo analizzare in forma ancora più estesa tale problema possiamo dire che il Napoli non si è rafforzato in difesa, considerato che Britos non ha mai giocato e Fideleff e Fernandez sono solo due giovani dalle buone potenzialità. Insomma non c’è un’allarme difesa solo perchè De Sanctis ha dovuto compiere spesso dei miracoli che hanno salvato i risultati. Considerato che Campagnaro è partito come un missile ed Aronica, che si è ritrovato a fare il titolarissimo, non sta sfigurando è facile intuire che chi finisce sotto accusa è ancora lui: il capitano. Non volendolo mettere sul banco degli imputati perchè per impegno, dedizione, attaccamento ai colori è un professionista encomiabile bisogna, però, sottolineare che alcune prestazioni hanno lasciato un pò perplessi non ultima quella di Champions contro i vice campioni del Bayern. Dunque, la mancata condizione lascia ben sperare per il futuro ma ci sono alcuni limiti che vanno evidenziati, soprattutto, quando ci si affaccia in questi grossi palcoscenici. Il rigore, per esempio, è si un’ invenzione del direttore di gara e, soprattutto del giudice di porta, ma non è ammissibile che un calciatore che è arrivato ai livelli di Paolo debba saltare di schiena su un tiro dalla distanza, o ancora intervenire di tacco sugli avversari che tentano di superarlo in dribbling. Insomma Cannavaro ed il Napoli sono vittime del loro risultato, del fatto di essere cresciuti troppo in fretta e di essersi trovati a competere a dei livelli che non sono proprio loro congeniali. Siamo ancora agli inizi della stagione e tutto è ancora da giocare, peraltro i risultati sono anche piuttosto buoni, solo il tempo ci potrà dire se il problema esiste davvero o se è solo un momento che non va ma, la Società, avrebbe potuto analizzare meglio in sede di mercato e cercare di dare a Paolo un sostegno, anche morale, per liberarlo da grosse responsabilità con l’aquisto di un grosso campione difensivo. La scelta societaria, peraltro condivisibile, è quella però di investire maggiormente in reparti come il centrocampo e l’attacco anche e soprattutto come monte ingaggi, pertanto non ci resta che sperare che Paolo ritrovi la forma dello scorso anno e che Mazzarri sappia trovare una posizione ad Inler e Gargano tale da creare uno schermo davanti alla difesa. Avanti Napoli, avanti capitano!
