BIENVENIDO, MISTER MAUDES!

BIENVENIDO, MISTER MAUDES! src=

Ok, come al solito l’ha fatta più lunga e “spettacolare” di chiunque altro. Come al solito ci ha fatto penare, ci ha fatto morire di curiosità, si è anche macchiato di qualche infelice caduta di stile come gli insulti al povero Alciato di Sky, colpevole solo di essere troppo informato, o troppo presto. Alla fine ha rispettato anche il giochetto del nome con la M (lettera propria a TUTTI i candidati), perché come ormai sanno anche i muri la M è nel secondo nome. Rafa Benitez è il nuovo allenatore del Napoli, lo ha comunicato Aurelio De Laurentiis sul suo nuovo giocattolo, il profilo Twitter, come piace a lui. I dettagli del contratto non sono ancora stati comunicati. Secondo le prime indiscrezioni parliamo di un biennale a circa 3 milioni a stagione, con cospicui premi legati al raggiungimento di alcuni obiettivi. Obiettivi che per ora è meglio non pronunciare. 

Comunque l’abbia fatto, alla fine l’ha fatto. De Laurentiis è riuscito a portare a Napoli un grande nome della panchina, uno che per palmares e blasone (e non per auto-definizione…) è sicuramente un top-coach. Rafael Benitez Maudes nasce a Madrid nel 1960, cresce nella cantera merengue ma non sfonda, e dopo una mediocre carriera di calciatore (Parla e Linares) prova la carriera di entrenador. Gli inizi sono simili alla precedente esperienza, partendo dalle giovanili del Real, ma gli esiti sono diametralmente opposti. Dal ’93 fa il vice dei vari allenatori avvicendatisi sulla panchina madridista (fra cui anche il leggendario Del Bosque), poi decide di intraprendere la strada “solista” ed accetta il lavoro al Valladolid, nel ’95. Segue una lunga gavetta, culminata nell’ingaggio al Valencia, la prima vera esperienza top. Clamorosamente è subito scudetto, ma è soltanto un assaggio di quello che arriverà nel 2004: titolo della Liga ed Europa League. Gli stimoli si esauriscono e Rafa decide di andare al Liverpool, dove ancora una volta ha un inizio fulminante: malino in campionato (quinto), riesce a portare in Inghilterra la Coppa dei Campioni dopo la storica rimonta in finale contro il Milan. Poi arriva anche la Supercoppa Europea, ma permane la maledizione della Premier che non arriva. Dopo sei anni la separazione consensuale e il passaggio all’Inter per il dopo-Mourinho. A Milano l’esperienza è drammatica, fra incomprensioni con Moratti e ostruzionismo della società, ma porta comunque un Mondiale per Club. Il resto è storia recentissima, con i sei mesi al Chelsea e l’ennesimo trofeo, l’Europa League, giusto per non farsi mancare niente. 

Insomma, basta leggere la storia degli ultimi dodici anni di carriera del señor Maudes per rendersi conto del colpaccio fatto dal presidente. Si rivedrà la difesa a quattro, probabile un 4-2-3-1 marchio di fabbrica dello spagnolo. Per il mercato ora c’è tanto, tanto tempo, fare nomi sarebbe quanto meno avventato. Ma sicuramente si tratta di un messaggio forte e chiaro alla piazza partenopea: si sogna in grande, e il budget sarà adeguato alle ambizioni. Altrimenti DeLa non avrebbe preso uno degli allenatori più vincenti dell’ultimo decennio. Non è mica Moratti…

Translate »