BICCHIERE MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?
Il risultato di Catania, per come si era messa la partita, ha un sapore amaro perché il Napoli ha gettato alle ortiche l’occasione di portare a quattro le vittorie consecutive in campionato e a conservare quel primo posto che ora è occupato in solitaria dalla Juventus.Certo che le critiche da fare alla squadra ci sono e vanno mosse, soprattutto per consentire all’undici di Mazzarri di crescere ulteriormente e di imparare dai propri errori. Purtroppo il Napoli si sa, e non è una novità di quest’anno, soffre oltremodo le difese schierate e fa fatica a scardinare il reparto difensivo avversario quando l’unico scopo è quello di difendersi dietro la linea della palla.
E qua saltano fuori tutti i limiti dei partenopei che a centrocampo contro i rosso-azzurri di Maran hanno sofferto la mancanza di un uomo d’ordine e dal cambio di passo -ciò che è nelle corde del Gokhan Inler ammirato ad Udine ma non in quelle della sbiadita controfigura vista in campo ieri al Massimino – e di un vero leader capace di impensierire gli avversari su punizione e comunque su palle inattive. E’ qui la differenza tra Napoli e Juventus, quella differenza che ancora la società di De Laurentiis non è riuscita a colmare in campagna acquisti e che crea un gap oggettivo tra la capolista e le altre pretendenti.Il Napoli non possiede un condottiero, un giocatore che sappia unire personalità e tecnica nei momenti topici della partita e della stagione, un uomo dal sangue freddo ed abituato a competere per alti traguardi e che prenda la squadra per mano ed emerga in contesti come quelli visti ieri in Sicilia, dove non solo è mancato l’episodio determinante ma dove gli azzurri non sono riusciti nemmeno a creare i presupposti per far si che si verificasse l’evento favorevole.Troppi errori sul piano tecnico da parte dei singoli ed una lacuna in organico che deve essere colmata mettendo la mano al portafogli, perché al Napoli mancano uomini di personalità in mezzo al campo, perché Hamsik ancora non lo è ed Inler è il fantasma di se stesso. Al Napoli manca il campione, il Pirlo o l’Ibrahimovic della situazione, e questo è un dato imprescindibile.La mentalità vincente, che giocatori come il regista bianconero o l’attaccante svedese hanno fino al midollo, in alcuni elementi azzurri sta venendo fuori ma è ancora in fase embrionale.
Qualcosa del genere si potrebbe chiedere a Pandev che avrebbe anche l’esperienza necessaria, ma l’attaccante macedone ieri è venuto meno, dimostrando ancora di non avere capito il ruolo che Mazzarri, sotto il profilo agonistico e psicologico, gli ha affidato in questa squadra.Eppure una piccola crescita c’è, perché il Napoli ha dimostrato almeno volontà di vincerla una partita che nelle annate passate si sarebbe potuta addirittura perdere, riuscendo a portare a casa un punto che prima della partita sarebbe stato di buon augurio su un campo in cui troveranno difficoltà molte tra le pretendenti al titolo, perché gli etnei sono una squadra di carattere, abituati a soffrire e che hanno un mister che li ha ben preparati sotto il profilo tattico.Tutto sommato gli azzurri non vincono ed allungano la striscia positiva di risultati tra campionato e coppe, perché nel calcio vale sempre il famoso detto “Quando non si può vincere, l’importante è non perdere!”E allora il bicchiere risulterà mezzo pieno se da questa esperienza trarrà la giusta determinazione la squadra nell’affrontare il prossimo, difficile match casalingo contro la Lazio dell’allenatore poliglotta Vladimir Petkovic, diretta concorrente ai posti di vertice che senz’altro verrà al San Paolo per giocarsi la partita e non erigerà le barricate per mantenere il risultato, come fatto dal Catania.E sarà questa l’occasione per vedere la vera crescita della squadra, per vedere se la voglia di vincere c’è e riesce a prevalere sui propri limiti.Perché la Juventus è a soli due punti ed avrà un impegno non agevole in trasferta contro la Fiorentina del napoletano Montella che ha la possibilità di fare un bel regalo a sé stesso, ai propri tifosi ed ai propri conterranei, battendo la tanto “odiata” quanto fin’ora invincibile “Signora”.Sotto il profilo della prestazione si può fare di più, ma l’importanza di non aver perso a Catania potrebbe emergere mercoledì sera contro i biancocelesti, altra bestia nera degli azzurri proprio come il Catania.Ma questo è un Napoli che, spinto dai propri tifosi, darà il meglio di sé anche perché sarà importante fino all’ultimo non perdere contatto con la capolista e rimanere a ridosso della Juventus, per sperare che la stanchezza della Champions, come successo l’anno scorso al Napoli, si faccia sentire anche in quel di Torino.
