APPENA DUE I PRECEDENTI CON I CLIVENSI AL SAN PAOLO
Perfettamente allineati con la scarsa ( per non dire nulla ) importanza che riveste il match di domenica, che va a chiudere una stagione prima esaltante e poi straziante, anche i precedenti fra Napoli e Chievo sono essenzialmente ridotti all’ osso. Infatti, azzurri e gialloblù si sono affrontati soltanto due volte, sempre in serie B, e in due campionati di seguito. Dopo il non esaltante 0 –0 del 25 aprile 1999, l’ incontro del 10 ottobre dello stesso anno, divertì non poco i 25.000 spettatori che in quella giornata affollarono gli spalti del S. Paolo, nella stagione della promozione firmata Walter Novellino. In quel Napoli c’ era un futuro campione del mondo come Massimo Oddo, ma l’ alfiere e condottiero di quella squadra era Stefan Schwoch, capace di andare a bersaglio ben 22 volte in quel campionato. A far coppia con il bolzanino in attacco troviamo il nome di Roberto Stellone, oggi al Torino. Viceversa in quel Chievo, allenato da Luciano Miani, che l’ anno dopo con Del Neri centrerà la prima storica promozione in serie A, come elemento che oggi come oggi definiremmo di spicco, ecco spuntare Nicola Legrottaglie, stopper attuale della Juventus e della Nazionale, oltre all’ ex Corini, a Marazzina, ed a Matteo Gianello, che però sedeva in panchina. Fu prpprio Oddo, dopo il primo tempo conclusosi a reti bianche, ad aprire le danze andando in gol al 52°, raddoppiato da Schwoch dopo soli cinque minuti. Il Chievo sembrò riaprire la gara con un rigore di Zanchetta al 60°, ma Oscar Magoni, fratello dell’ olimpionica di sci Paola edizione 1984, ristabilì subito la distanza di sicurezza di due reti segnando al 62°. Federico Cossato, che negli anni a seguire diventerà la “ bandiera “ del team del piccolo quartiere di Verona, siglò il punto del definitivo 3 –2 al 79°, creando un po’ di apprensione ( ma per fortuna solo quella ) nel finale. Ora, Napoli e Chievo fanno il loro personalissimo esordio nella serie maggiore. C’è da augurarsi, che per il 2009 –2010, il match crei perlomeno un’ attesa diversa, e non quella mesta e delusa che senz’ altro ( almeno da parte azzurra ) si respirerà domenica pomeriggio…
