Allegri-Sarri, lode alla gavetta

Napoli-Juve inizia così.Il primo round è andato in scena oggi a Coverciano dove è stata assegnata la Panchina d’Oro a Maurzio Sarri a discapito di Massimiliano Allegri,ed Eusebio Di Francesco. Il premio per la stagione 2015-2016 è stato chiaramente un testa a testa tra Massimiliano Allegri, che l’anno scorso ha trionfato in Campionato ed in Coppa Italia, e Maurizio Sarri, secondo in campionato con il Napoli, ma dopo una stagione entusiasmante, sognando a lungo lo scudetto e mostrando per tutti il miglior calcio del campionato.Due toscani, di Livorno il primo, della provincia di Firenze il secondo,così simili nell’amore del bel calcio, ma agli antipodi per stile e rivalità di club e palmarès.
Uno è sempre elegante,mago nella gestione della rosa ed è un perfezionista, l’altro allena in tuta, è un antidivo ed è molto scaramantico.
Sarri non è stato un calciatore professionista(come Sacchi);si è  diplomato presso il Centro Tecnico di Coverciano nel 2006 con la tesi “La preparazione settimanale della partita”.Fino al 1999 la sua vita si divideva tra la banca e la squadra dilettantistica che allenava di sera. Stia, Faellese, Cavriglia, Antella e Valdema. Poi il Tegoleto, nell’anno in cui ha deciso di lasciare tutto per dedicarsi anima e cuore al calcio. Un “lavoro” che avrebbe fatto anche gratis, come ha ribadito più volte negli ultimi anni. È un maniaco degli schemi(Dicono che abbia 33 soluzioni da applicare sui calci piazzati).Cura con attenzione maniacale ogni dettaglio,studia e analizza ogni avversario.Sarri è moderno, un innovatore,amante del bel gioco, un maestro di calcio che ha dimostrato di poter andare oltre le categorie minori per insegnare anche ad alti livelli.
Allegri invece,allievo di Galeone, il 7 luglio 2005 presenta a Coverciano la tesi per prendere il patentino di allenatore di prima categoria. “Caratteristiche dei tre centrocampisti in un centrocampo a tre”, fu il titolo della tesi.Dopo aver guidato diverse squadre nella stagione 2007-2008 porta per la prima volta nella sua storia il Sassuolo alla promozione in Serie B. Dal 2008 al 2010 allena il Cagliari in Serie A, raggiungendo la salvezza in due campionati e iniziando a segnalarsi come uno dei tecnici italiani più promettenti della sua generazione. È al Milan dal 2010 al 2014, conquistando in rossonero uno scudetto e una Supercoppa Italiana (2011). Dal 2014 è alla guida della Juventus, con cui vince due scudetti e due Coppa Italia consecutive (2015 e 2016) assieme a una Supercoppa italiana (2015), oltre a raggiungere la finale di UEFA Champions League 2014-2015.Non amante degli schemi,è un allenatore formidabile a leggere le partite e sa comunicare sottovoce, è ambizioso e (soprattutto) è un perfezionista,perchè modella, plasma e rende vincenti le sue squadre.Due allenatori che hanno molti punti in comune, infatti oltre ad avere grandi capacità, la loro gavetta è stata fondamentale per arrivare in alto; rispetto a tanti allenatori attuali che partono subito da top club (Zidane al Real Madrid, tanto per fare un esempio), hanno provato a partire dal basso maturando esperienza e umiltà.Sono passati tanti anni ormai dal loro primo confronto;era la stagione 2003/ 2004 e si trovarono di fronte nella vecchia serie C2.All’epoca finì 0-0 tra Sangiovannese e Aglianese, un match con poche emozioni dove Sarri e Allegri erano agli inizi delle loro carriere da allenatori professionistici, forse nessuno avrebbe scommesso sulle tribune dello stadio Fedini quel giorno, che nel giro di pochi anni sarebbero arrivati così in alto.Il primo match è andato a  Sarri,ma Napoli-Juve è un’altra cosa.Ora la parola passa al campo.

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