DOLORE E DELUSIONE

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Il pacco-regalo con tanto di fiocchettino rossoblu stava arrivando da Bari, dove il Genoa pareggiando ha perso l'occasione di sganciare tutti, ma stavolta al Napoli non è andata bene. Non è riuscito a Reja l'ennesimo colpaccio di rapina su una squadra di caratura indubbiamente inferiore al Brescia di martedì, ma che ha lottato col coltello fra i denti fino a che non ha ritenuto il prezioso pareggio più che acquisito. Il Modena è venuto al San Paolo per giocare la partita della vita, pensando di dover fare interminabili minuti di melina nel caso ci fosse stato bisogno di difendere il fortino, invece ha trovato l'avversario più arrendevole del mondo, neanche avesse già chiuso in anticipo il campionato. Infatti ad un certo punto gli emiliani hanno intuito che la formazione di casa non avrebbe fatto male a una mosca, e hanno tirato i remi in barca, buttandola sul piano fisico e strappando, senza sudare troppo, una X che le tornerà utile per la corsa salvezza. Per gli azzurri invece sono chiaramente due punti persi, anche in virtù dei risultati delle altre, che arrancano ancora ma che sono compatte nel cercare di limitare l'enorme svantaggio che occorre avere per evitare i playoff. Il Piacenza ha pareggiato, il Mantova e il Bologna addirittura perso, ma il Rimini tiene duro e accorcia in maniera importantissima, poiché ora come ora il distacco di nove punti porterebbe tutte agli spareggi.

 

Reja presenta i suoi in campo con lo stesso enigmatico modulo di qualche giorno fa, e anche la mentalità è la stessa. Ma stavolta purtroppo cambia il verso in cui gira la ruota della Fortuna; pochi minuti e San Gennaro Iezzo è a terra dolorante, deve lasciare il campo e per lui si teme anche qualcosa di piuttosto grave. Una sciagura per gli azzurri perdere proprio adesso l'unico uomo davvero in grado di cambiare la partita (e che tristezza che sia un portiere…). Subentra Gianello, che è un onesto mestierante ma non fa certo i miracoli del titolare. E infatti al primo tiro in porta del Modena è gol, non poteva molto il generoso secondo di Iezzo, ed è il pareggio. A quel punto ci si aspettava una reazione, macché; il Napoli è lo stesso pugile incassatore visto in Lombardia, con due piccole differenze: la prima è che lì si difendeva il vantaggio, qui invece lo si doveva raggiungere. La seconda è che i "canarini" non infierivano sull'inerme carcassa del boxeur partenopeo come a suo tempo aveva fatto la leonessa bresciana. Un rigore fallito da Calaiò e il rosso al capitano Montervino vanno a completare il quadro della giornata storta attraversata dai nostri. A conti fatti il pareggio non lascia recriminare nessuno, ma lascia l'amaro in bocca per come è maturato. La squadra dovrebbe lottare, in vista del traguardo, invece sembra spompata nel fiato e nelle idee, e non si vedono tiri in porta degni di nota ormai da diverse partite. Il mister, puntando solo sulle casualità e su una difesa invalicabile, ha fatto la scelta più sicura ma anche la meno stabile, perché il risultato striminzito a tutti i costi zittisce anche il più polemico soltanto in caso di vittoria, se la vittoria non arriva quella scelta diventa solo un investimento a perdere.Ci sarebbe da parlare di singoli, ma che senso avrebbe quando è evidente che gli undici in campo sono soltanto pedine anonime di una noiosa scacchiera? Nessuno è spiccato in particolare, se non il solito Domizzi, sicuro e roccioso come le mura di un castello, e Paolo Cannavaro, autore di chiusure difensive chirurgiche che evidenziano la sua notevole tecnica di base. Il resto non ha rubato particolarmente l'occhio, galleggiando nell'ignavia per tutti i 90', compreso l'autore del gol Sosa che non ha fornito la sua migliore prestazione. Chiusura su un dato, che salta maggiormente alla ribalta ora che la Juve ha dato il colpo di grazia al campionato. Complimenti ai bianconeri, tornati in A in un batter di ciglia, ma se qualcuno avesse saggiamente scelto di riequilibrare l'ingiustizia di averli in B dando un altro posto disponibile per la promozione (anche in virtù dello spettacolo indecoroso offerto dal massimo campionato più mediocre della storia), adesso staremmo qui a parlare di tutt'altro, con Napoli e Genoa già virtualmente promosse e tutte le altre a dividersi (e sarebbe stato sacrosanto) le briciole.

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