INCISIVI FINO ALLA MORTE

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Prima giornata di ritorno, alla ricerca di quella giusta continuità per assicurarsi il perenne diritto di cittadinanza tre le posizioni di vertice. Un posto che spetta di diritto, ma per conquistarlo meritatamente non bisogna smentirsi in partite contro squadre alla ricerca disperata di punti. Ebbene sì, come l’avversario di quest’oggi. Il Palermo che vuole tirarsi fuori dalla zona calda, ma si presenta al San Paolo come la squadra che ha perso più punti nel corso dei novanta minuti. Rappresenta, nonostante il pesante deficit, una formazione da non sottovalutare con individualità anche rilevanti. Orfano di Ilicic, fermo per squalifica, e con Miccoli inizialmente relegato in panchina, la squadra di Gasperini si giocherà tranquillamente le armi a disposizione. Partirà con due pedine di esperienza come Aronica e Dossena, due ex che accantoneranno il loro passato recente in maglia azzurra. Ogni impegno è un esame a sé stante, bisogna pensarla così fino alla fine. Senza calcoli preventivi, scongiurando l’ipotesi di apportare altre correzioni in corsa. A seconda dell’avversario, Mazzarri si regolerà di conseguenza senza, però, modificare il suo credo tattico. Il suo fiuto riguarderà solo ed esclusivamente i singoli da impiegare nei diversi ruoli. La concorrenza sarà un modo per testare le motivazioni, ma c’è da giurarci che chiunque si farà trovare pronto quando chiamato in causa. Armero, Calaiò, e forse un difensore, dovranno essere in grado di assicurare il loro miglior apporto e sicuramente saranno dell’avviso che bisogna conquistare la piena fiducia di Mazzarri ai fini dell’impiego insieme ai titolari inamovibili.

La vittoria agevole contro il Palermo racchiude il dato inconfutabile della gestione del vantaggio. Dopo un inizio titubante, con scarse idee davanti e alcune sbavature dietro, la squadra azzurra è riuscita ad invertire subito la rotta mirando decisa all’obiettivo. A sbloccare il risultato ci ha pensato Maggio con uno stacco imperioso propiziato da un assist al bacio di Hamsik. Si torna a segnare di testa, è una soluzione che bisogna assolutamente cercare grazie ad elementi validi sulle palle aeree. Con un manto erboso minato dalla copiosa pioggia nelle ore precedenti al match, il Napoli ha lasciato intravedere convincenti sprazzi di buon gioco con passaggi veloci e cambi di gioco al cospetto della pressione fitta a metà campo. In difesa, i tre componenti hanno fatto buona guardia contro l’attacco iniziale formato da Budan e Brienza e quello successivo con Miccoli e Dybala. Su tutti è spiccato Britos anche grazie ad autorevoli uscite palla a piede dal centro della difesa. Il vantaggio è stato poi impreziosito dalla perla di Inler che ci ha preso gusto a cercare traiettorie velenose dalla lunga e media distanza, poi il sigillo finale è toccato al subentrante Lorenzo Insigne che insacca con il colpo che gli riesce meglio. È stata una partita in cui l’attacco ha pensato a compiere il suo dovere, mentre la retroguardia ha spento qualunque velleità di recupero da parte di un Palermo che, comunque, ha giocato le sue carte e non ha niente da rimproverarsi. Non sono certamente questi i confronti da cui partire per conquistare una salvezza tranquilla. Il Napoli ha costruito le occasioni da gol giusto per poter aver ragione su un avversario abbordabile. È mancato solo l’appuntamento di Cavani con il suo centesimo gol in massima serie, ma per coronare quest’altro traguardo c’è ancora tempo, ma non tarderà ad arrivare. Sono tre punti pesanti, considerando anche lo stop della Juventus a Parma e delle sconfitte di Roma e Fiorentina rispettivamente contro Catania e Udinese. Domenica prossima, al lunch match, ci sono i viola che ospitano gli azzurri in un altro match fondamentale per la cavalcata Champions.

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