AAA ESPERIENZA CERCASI PER LA A
La banda dei novellini. Questo rischia di essere il Napoli che si appresta a disputare il prossimo campionato di serie A, a meno che sul mercato non si intervenga anche in questo senso. Anche la squadra più talentuosa o quella più determinata e vincente, all'impatto con la serie maggiore, rischia di sbriciolarsi se all'interno dello spogliatoio non ci sono anche uomini vissuti, quelli che hanno già assaggiato il piatto forte del football nostrano e ne hanno sperimentato tutte le sfaccettature. Una stagione è lunga e sfiancante, e svariati possono essere gli ostacoli che un gruppo di atleti può incontrare lungo il cammino. Proprio per questo potrà risultare fondamentale nella rosa partenopea la giusta dose di esperienza, per poter così gestire al meglio anche i momenti più difficili.
Una delle valutazioni su cui si deve basare la campagna acquisti del dg Marino, lui sì scafato e astuto più di una volpe, è quella che nel Napoli attuale c'è una palese carenza di abitudine al Grande Calcio. E' un dato numerico, quindi incontrovertibile, che i ragazzi della promozione per quanto forti e vincenti non hanno mai calcato palcoscenici che contano, salvo le debite eccezioni. Lo stesso Calaiò, che rappresenta il fiore all'occhiello del vestito buono che indosserà il Napoli nel massimo campionato, vanta pochissime presenze in A, tra l'altro maturate da giovanissimo nel Torino; il resto della pur breve carriera lo ha speso fra serie cadetta e C1, campionati che probabilmente non rivedrà mai più. Anche Gennaro Iezzo ha raccolto meno di quanto meritava in carriera, e a 33 anni suonati vanta un solo campionato di serie A, con la maglia del Cagliari. Gli unici che possono dire di averci giocato davvero, in serie A, sono Cannavaro e Domizzi, tre anni a testa, e soprattutto il Pampa Sosa, che in 4 stagioni con la maglia dell'Udinese ha anche messo a segno 34 reti. Poi ci sarebbe Sam Dalla Bona, il cui curriculum vanta gettoni di presenza anche in Europa e nel campionato inglese con il Chelsea, ma il centrocampista sembra destinato ad accasarsi altrove, facendo parte del reparto che prevede più acquisti, il centrocampo, e che sembra non rientrare nei piani e negli schemi del tecnico. E allora, giustissimo puntare sui giovani o sugli emergenti ma è importante rinfoltire l'organico con elementi validi anche dal punto di vista della saggezza e del "mestiere". Non si tratta di fare la fine dell'Ascoli, che quest'anno aveva una squadra la cui età media era probabilmente superiore all'età media della dirigenza, ma di garantire un maggiore assortimento inserendo sia giovani dal futuro roseo che qualche calciatore dall'importante passato. Il modello da seguire? Come sempre la Fiorentina, la cui coppia d'attacco del prossimo anno ad esempio sintetizza alla perfezione il concetto: Pazzini, 22 anni e potenziale campione, con in più svariate stagioni in spogliatoi di serie A e Mutu, 28 anni ma tante, tantissime stagioni giocate ad alti livelli.
Ecco perché i nomi che si sentono accostare al Napoli sono quelli giusti, purché arrivino e arrivino numerosi. Perchè l'organico attuale merita fiducia e carta bianca, ma sono importanti i rinforzi, per affrontare la categoria. Bene quindi Liverani, Aronica, Miccoli, Mesto, Bianchi e chi per loro, promesse o vecchietti che siano hanno già calcato il palcoscenico maggiore, e col loro apporto anche un ragazzino come Hamsyk non soffrirà troppo l'incontro con mostri sacri come Milan, Inter o Roma. E sarebbe bene inserire nella lista della spesa anche un "grande vecchio", una sorta di capitano non-giocatore che però all'occorrenza sappia anche rendersi utile, una guida carismatica fuori dal campo, e il primo nome della lista potrebbe essere Gigi Di Biagio (ma anche Negro, Pancaro, Bertotto, Favalli, Pagliuca…), un uomo che completi una squadra ambiziosa formata da giocatori che meritano di restare a lungo nel campionato che hanno conquistato con le unghie, ma che per il momento non ci sono mai stati.
