CALCIOPOLI, TEMPI RAPIDI PER RINASCERE
Guido Rossi fa sul serio. Il commissario straordinario della Figc, dopo aver azzerato i funzionari del Palazzo (sono rimasti in carica, per ragioni logistiche, il segretario Francesco Ghirelli ed il suo vice Antonio Di Sebastiano) nominando tre vice dall’alto profilo professionale e morale (Paolo Nicoletti, Settembrino Nebbioso e Demetrio Albertini) ha scelto Francesco Borrelli come responsabile del nuovo Ufficio Indagini. Napoletano d’origine, Borrelli fu a capo del pool di "Mani Pulite" e recentemente ha ricoperto la carica di Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano. Da "Mani Pulite" a "Piedi Puliti" con l’etichetta di "giustizialista", la sua nomina fa tremare gli indagati mentre il fronte di calciopoli si allarga. La magistratura, in questo caso quella di Torino, ha fornito un altro input e la Guardia di Finanza ha prontamente eseguito, aprendo un’inchiesta sui bilanci di 71 società professionistiche. Le prime perquisizioni sono già scattate, e le indagini degli inquirenti si concentreranno su alcuni contratti di calciatori (al momento 41) ritenuti "sospetti".
Entro due settimane termineranno gli interrogatori delle persone indagate. Il professor Rossi non perderà tempo e darà ordine alla Procura Federale di notificare i primi deferimenti, attesi per la metà di giugno. I processi sportivi potrebbero essere atipici, visto che i deferimenti dovrebbero arrivare in base al materiale fornito dalle Procure di mezza Italia che indagano sullo scandalo. I deferiti saranno chiamati a difendersi prima a Milano, di fronte alla Commissione Disciplinare, e successivamente a Roma, davanti alla Caf, se vorranno impugnare i dispositivi dei giudici. L’ultimo grado di appello in ambito sportivo è la Camera di Conciliazione ed Arbitrato Coni, l’unica che potrà mettere la parola fine ad un processo sportivo che in tutto dovrebbe durare un mese.
Luciano Moggi e per responsabilità diretta la Juventus rischiano pene severissime. Per il primo l’accusa potrà chiedere cinque anni di squalifica con proposta di radiazione; la Juve potrebbe invece vedersi revocata due scudetti: quello "incriminato" della passata stagione ma anche quello del campionato appena andato in archivio. Non solo. La Juve rischia concretamente di non poter partecipare al prossimo campionato di A. La società di Torino potrebbe tanto essere retrocessa all’ultimo posto del campionato 2005-2006 quanto essere estromessa dallo stesso ed essere ammessa ad altro campionato inferiore stabilito dal Consiglio Federale (in questo caso, dal comitato reggente della Figc). Nel primo caso, si salverebbe il Messina che risulterebbe classificatosi quartultimo e non terzultimo; nel secondo caso, per riempire i posti vacanti entrerebbe in gioco la nuova normativa sui ripescaggi che vedrebbe in prima fila società come Torino (se non conquisterà la massima serie sul campo), Bologna e Napoli. Dalle prime indiscrezioni soltanto la Juve rischia una pena esemplare, e se anche altre squadre implicate nello scandalo dovessero rinunciare alla A, è probabile che a beneficiarne sarebbero le altre squadre retrocesse in B (Lecce e Treviso), che scalerebbero posizioni in una classifica riscritta a tavolino. Ma non è neanche detto che si proceda ai ripescaggi: il regime straordinario ed i poteri commissariali potrebbero spingere Guido Rossi a riportare la serie A a 18 squadre. Naturalmente, molto dipenderà dagli esiti del processo sportivo, visto che il commissario dovrà comunque rispettare i verdetti del campo e non potrà cancellare dalla massima serie squadre non colpevoli.
Le stesse, tuttavia, dovranno dimostrare di avere i conti a posto. La Covisoc (presidente Cesare Bisoni, componenti Domenico De Leo, Giorgio Donna, Enrico Giordano e Bruno Rosignoli) è stata preallertata e userà il pugno di ferro. In serie C i primi controlli hanno portato a deferimenti a campionato in corso ma anche a solleciti per evitare un’estate durissima. In serie A e in serie B l’aria che si respira è tutt’altro che buona. Alla prima scadenza, quella del 18 maggio, 15 club della Lega di Macalli sono arrivati in ritardo e compariranno nella lista nera che la Commissione diramerà il 9 luglio. Il 27 giugno è la data ultima per presentare la domanda d’iscrizione corredata dalla documentazione attestante l’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti alla data del 31 marzo 2006, di tutti i debiti verso l’Erario e dei contributi previdenziali, nonché il termine entro il quale la Covisoc dovrà ricevere copia del bilancio chiuso ed approvato. Il 5 luglio rappresenta il termine ultimo per rimettere a posto il capitale sociale.
Entro l’11 luglio le società inadempienti dovranno ricorrere presso la Coavisoc (presidente Alberto Santa Maria, vice presidente Mario Cattaneo, componenti Maurizio Dallocchio, Alfio Lamanna , Mario Melandri, Salvio Spiniello) avverso le decisioni della Covisoc. La Commissione d’Appello entro il 14 luglio decide sui ricorsi presentati dalle società inadempienti ed il giorno successivo toccherà alla Figc ufficializzare i nomi delle società escluse. Tali società potranno ricorrere presso CCA Coni, Tar Lazio e Consiglio di Stato per far valere le proprie ragioni, prima che la stessa Figc, apprese le decisioni dell’organo supremo della giustizia amministrativa, metterà ordine ai campionati. La speranza è che tutto si risolva entro Ferragosto.
