FERNANDEZ ALLA PROVA DEL NOVE. DA MARSIGLIA AL TORINO PER SOGNARE IL MONDIALE

FERNANDEZ ALLA PROVA DEL NOVE. DA MARSIGLIA AL TORINO PER SOGNARE IL MONDIALE src=

Dopo l'ottima prova offerta contro il Marsiglia in Champions League, il Napoli si rituffa in campionato con l'imperativo di vincere e cancellare la sfortunata trasferta di Roma che ha dato adito a numerose critiche e a troppe voci destabilizzanti, tipiche dell'ambiente partenopeo.Avversario dell'inusuale e mai digerito lunch match, è il Torino dell'ex Giampiero Ventura, primo allenatore dell'era De Laurentiis e ora impegnato a ridare prestigio alla piazza granata dopo anni di anonimato tra la cadetteria e la massima serie. Tante le emozioni per il tecnico ligure, che nella sua fierezza, non può dimenticare gli inizi zoppicanti di quel Napoli costruito in 10 giorni e capace, ai nastri di partenza di un campionato di Lega Pro, di attirare 46 mila tifosi vogliosi di calcio. Ora i tempi sono cambiati e la squadra azzurra, oltre a guadagnarsi in pianta stabile un posto in Europa, lotta per lo scudetto e ha a disposizione un organico importante, tra conferme e inaspettate sorprese. Tra queste c'è Federico Fernandez, difensore della nazionale argentina, che proprio domenica è atteso alla classica prova del nove. Dopo due anni passati a rincorrere un posto da titolare in una difesa a 3 che poco gli appartiene, il ragazzo, trascorsi sei mesi in Spagna, è pronto ad imporsi anche in Italia e a dare significato a quell'investimento fatto dal Napoli in quel lontano luglio del 2011.Tanto il tempo perso per l'educato Federico. Sempre paziente e speranzoso, Fede, nel nome il suo destino, ha vissuto due anni contraddittori. Da una parte la panchina fredda del Napoli, con pochi minuti nelle gambe e protagonista in negativo del turnover totale imbastito da Mazzarri. Dall'altra parte a fare da contraltare c'erano le prestazioni da titolare nella Nazionale argentina, tenore della difesa e marcatore inossidabile contro nazionali di livello come Colombia, Uruguay o la stessa Italia. E forse la carriera di Fernandez è cambiata proprio qualche mese fa, in quel caldo 14 agosto e in quella partita organizzata per rendere omaggio al nuovo Papa Francesco. In quei 90 minuti giocati Federico mostrò le sue caratteristiche e la qualità da leader difensivo di un assetto a quattro; ciò che bramava da tempo era alla sua portata: dimostrare anche in Italia di essere all'altezza della situazione.E così rifiutato Astori, Benitez ha deciso di puntare su di lui, di rigenerare e rispolverare questo ragazzone di 190 cm che ha sempre sperato di convincere e vincere nel Napoli, anche quando tutto sembrava perduto. Il resto è storia recente: l'infortunio di Britos, l'espulsione di Cannavaro a Roma e la certezza di una condizione mentale non altezza, hanno spalancato definitivamente le porte della formazione titolare all'argentino. In Francia la sua prestazione è stata da applausi. Puntuale nel gioco aereo, ha mostrato anche doti d'impostazione importanti, supportato com'è da una buona tecnica individuale. E i voti del dopo Marsiglia confermano le buone aspettative che in tanti riponevano in lui: preciso, deciso e autoritario; attento, sereno, in grado di fregarsene di ogni pregiudizio; disinvolto e tranquillo, un giocatore recuperato.Domenica arriva la grande occasione per Fernandez. In un classico prendere o lasciare è arrivato il momento di confermarsi anche in campionato. Accanto a Raul Albiol sarà lui a guidare la difesa azzurra e, si spera, a dimostrare ancora le qualità che in Spagna (dove il Getafe è pronto a riabbracciarlo) e in Argentina non sono mai state messe in discussione. Come quell'Italia Argentina di agosto, Napoli Torino rappresenta un altro spartiacque importante per la carriera dell'ex Estudiantes. Marsiglia e ripartire con il sogno Mondiale.

In bocca al lupo Fefè!

Translate »