PARADISO TERRESTRE
Maledetti numeri, freddi e talvolta indecifrabili, di solito poco coinvolgenti. Eppure la gioia si annida li, nelle cifre, nei dati statistici. Partiamo dal principio, dal tabù lungo ventisette anni anni, infranto così, con nonchalance, senza gridare all'impresa. Viene tutto così naturale a questa squadra, stasera meno frizzante ma più cinica. Si fa beffe del Milan con due guizzi, nel mezzo tanti assalti rossoneri, ad onor del vero poco assistiti dalla fortuna. Ma tant'è, cade la maledizione del diavolo, trionfa il nuovo azzurro, più sicuro, meno incerto, consapevole della sua forza. Si arrende anche Balotelli, cecchino infallibile dal dischetto. Ventuno centri su altrettanti rigori, chapeau. Reina si arroga il diritto di fermare la striscia positiva con un volo plastico tanto spettacolare quanto efficace. Tradisce le attese qualche singolo, va meglio ad altri ma i primi dieci minuti della contesa entrano di diritto nel manuale dell'approccio al match. Quanta disinvoltura su un campo da sempre ostile, il Napoli fa la partita, lo si può dire senza timore di smentita. Partenopei sfavillanti, oltre le più rosee aspettative. Da qui le note positive, da qui le critiche, necessarie, dovute. La gestione del vantaggio è rivedibile, merita di essere approfondita. Troppa distanza tra i reparti, costante inferiorità nella zona nevralgica del campo. L'assenza di un cucitore di gioco si fa sentire eccome, viene fuori un limite destinato a palesarsi almeno fino a gennaio. La ripresa conferma le impressioni dei primi quarantacinque di gioco. Partenza lanciata, poi lo stop, brusco. La resistenza, però, è gagliardissima, la squadra dimostra di saper soffrire senza perdere la Trebisonda. La rete finale non incide, salvo per i numeri. Eccoli, nuovamente d' attualità. Già perché uno sguardo alla classifica non fa male, anzi, solleva il morale, solletica un entusiasmo contagioso. Nessun freno inibitorio, doveroso godersela, in tutta la sua bellezza. La firma apposta sul prato di san Siro ha di fatto consegnato al team di Benitez la patente scudetto. E nessuno parli di sogni e di miracoli, Napoli è finalmente realtà.
