NON FACCIAMO I SOLITI NAPOLETANI
Il Meazza resta ancora un tabù. Questa volta la magia al mago Walter non è riuscita. Del resto la Milano interista è sempre stata una bestia nera per i partenopei. Su 71 incontri sono solo 7 i successi del Ciuccio alla Scala del calcio. La media di una vittoria ogni 10 partite. Non solo. Questa è l’ottava vittoria consecutiva al Meazza dell’Inter contro gli azzurri. Numeri pesanti, non c’è che dire. Per invertire la tendenza ci voleva il miglior Napoli. Davanti del resto c’erano i campioni del mondo. Perché se l’Inter è tornata da Dubai con ancor più fame, al Napoli evidentemente sono rimasti i complimenti sullo stomaco. Agli azzurri, forse, è mancato un pizzico di umiltà. Quell’umiltà che finora era il fiore all’occhiello della banda Mazzarri. Sulla sconfitta c’è poco da dire. L’Inter ha giocato meglio e ha vinto. Il problema è che il Napoli non ha giocato. Troppo lenti, troppo impacciati e a tratti stranamente disuniti. A San Siro così non vince nemmeno Mandrake. Per carità davanti c’erano sempre i pentacampioni dell’Inter. C’era la ventata di ottimismo portata da Leonardo. E c’era una squadra condannata a vincere per recuperare il distacco dalla vetta del campionato. Ma questo non è sicuramente il Napoli. O almeno non è il Napoli che ci siamo abituati ad ammirare. Ed è questa la cosa più fastidiosa. Gli azzurri non se la sono giocata al meglio delle loro possibilità.
Qualche colpa, però, ce l’ha pure Mazzarri. Il Napoli è vero che è sembrato svuotato, ma l’allenatore toscano non è riuscito a trovare le giuste contromisure al centrocampo dell’Inter. La squadra di leonardo aveva sempre un uomo in più in mezzo al campo. Gargano e Pazienza spesso venivano infilati nel mezzo e Hamsik non garantiva la giusta copertura. Una partita storta, insomma, sotto tutti i punti di vista che, forse, servirà a far tornare alta la tensione in vista della partita con la Juventus. Il 2011 non è iniziato benissimo. Ma un incidente di percorso ci può stare. Soprattutto se capita al Meazza contro l’Inter. L’errore da evitare adesso è quello di assumere il solito atteggiamento tutto napoletano: passare dalle stelle alle stalle. Fino a poche ore fa si parlava di scudetto adesso, invece, sembra tutto nero. Una sconfitta – seppur brutta soprattutto per il gioco espresso – non rovina e non deve rovinare quanto di buono fatto finora. Perché quella musichetta a Napoli la vogliono ancora sentire. E contro la Juve c’è uno scontro diretto da non fallire.
