SI CHIUDE BENE IL PRIMO ATTO PER LA CHAMPIONS
Il Napoli detta la carica e trova l’assalto al terzo posto. Il turno serale al San Paolo si conclude con una vittoria di misura contro il Palermo tutt’altro che rinunciatario e arrendevole, nonostante il duro passivo maturato nella prima frazione di gioco. Le varie indisponibilità tra le fila della formazione di Bortolo Mutti hanno pesato vistosamente e non hanno permesso di giocarsela più a viso aperto contro gli undici titolari di Mazzarri. Lo spirito d’iniziativa non manca ai siculi che provano ad incidere sin dai primi minuti con la coppia d’attacco Ilicic-Hernandez ma i pericoli vengono sventati egregiamente dalla risposta immediata di De Sanctis. Il Napoli viene fuori gradualmente e, dopo l’incrocio dei pali scalfito da Inler, concretizza la doppietta vincente in circa venti minuti. Ci pensa Cavani dagli undici metri con un tiro forte e preciso, tale da eludere lo slancio in traiettoria di Viviano, poi capitalizza Hamsik servito da un assist delizioso di Pandev. Proprio il macedone dimostra di essere in ottima forma fisica e mentale per questo finale di stagione, quasi a voler invitare indirettamente la dirigenza partenopea a prelevare l’intero cartellino di proprietà neroazzurra. La partita, quindi, si incanala subito verso i binari giusti e preferiti dagli azzurri che, imponendo il proprio gioco, hanno avuto altre occasioni per arrotondare il vantaggio. La difesa, priva di Campagnaro, non ha subìto molte preoccupazioni e ha contenuto bene le sortite offensive dei rosanero orfani, per questa partita, dell’acciaccato Miccoli. Nella ripresa maggiori spunti e spiragli cercano di essere sfruttati dall’avversario grazie alla freschezza di Zahavi, l’unico a provare diverse volte a riaprire il risultato. Con lui, il Palermo cambia quasi faccia passando da un atteggiamento di rimessa e attendismo a sprazzi di spavalderia. Gli azzurri, comunque, tengono alta la guardia per non correre rischi inutili. Forse, in altre condizioni diverse dall’età media in campo e con minore ingenuità, il Palermo avrebbe potuto rialzare la partita. Gli azzurri, invece, nel seconda frazione di gioco, si sono limitati a congelare la partita con possesso palla e sporadiche proiezioni offensive. Il tutto è stato ottenuto con il minore sforzo possibile: le occasioni sfruttate alla perfezione sono state accompagnate, complessivamente, da quel cinismo e quella concentrazione che hanno avuto un calo negli ultimi minuti al cospetto della Roma. L’obiettivo terzo posto, per essere centrato definitivamente, necessita di uno sforzo ulteriore, di un sacrificio da parte di tutti nelle ultime due partite. Mente sgombra da calcoli, voce grossa e motivazioni in pugno possono fare sempre la differenza, a maggior ragione se evidenziate chiaramente in questo rush finale. E di questo il Napoli, con i favori dei pronostici dalla sua parte, sta dimostrando sul campo di esserne pienamente consapevole.
