FIORENTINA – NAPOLI: DALLA CABALA ALLE STORIE QUASI PARALLELE
Se proprio volessimo recuperare pagine di cabala, allora potremmo indubbiamente rivedere come la grande corsa del Napoli targato Mazzarri sia partita proprio da Firenze quando German Denis servì il pallone ideale per l’inserimento di Maggio conclusosi con un tocco beffardo su Frey. Era un altro Napoli, era un'altra Fiorentina. I viola pregustavano la grande Europa mentre gli azzurri avevano appena iniziato la loro corsa verso l’Europa League. Altri tempi. Oggi è tutto leggermente diverso: la Fiorentina vive momenti di appannamento tra contestazioni e scelte poco lucide, Napoli che invece attende con il fiato in gola la sfida Champions con il Chelsea al San Paolo. Stili diversi, momenti diversi, ma l’unica cosa che conta veramente per entrambe è recuperare quel terreno perduto in questa stagione di fronte ad un campionato molto mediocre. Post Scriptum: è davvero un divertimento sentire anche Antonio Conte, come Marotta, lamentarsi per torti arbitrali. La prima cosa che salta all’attenzione è il tono con cui è stata effettuata la protesta. Arrogante e spocchioso. Non una richiesta, ma un obbligo. Un po’ come se in un gruppo di amici uno di loro si sottoponga a piercing e tatuaggi solo per non perdere il branco. Oltretutto verrebbe da aprire un fascicolo dedicato alla coerenza: Con te protesta per Parma, ma i fatti rivelano come almeno 7 punti siano arrivati grazie alla mano divina del direttore di gara. Napoli, Bologna e Cesena ne sanno qualcosa!
Fiorentina. Delio Rossi è stato costretto a cambiare il proprio ideale di gioco per far fronte alla situazione viola: niente 4-3-1-2 fatto di passaggi corti e veloci dove l’attacco domina sul catenaccio. A Firenze, invece, è stato costretto a proporre un 3-5-1-1 fatto lanci lunghi e movimenti principalmente a copertura. Nastasic sembra essere la sorpresa grazie alle buone prestazioni di questo ultimo mese mentre il dirottamente di Cassani nella linea a cinque di centrocampo ha condotto all’esclusione di Alessio Cerci. Resta il pericolo Jovetic senza sottovalutare la voglia di riscatto dell’ex Amauri dopo anni bui alla Juventus. Occhio anche ad un certo Behrami spesso imprevedibile tra le linee in zona di rimessa Indisponibili. Kroldrup, Kharja, Marchionni, Lazzari (squalificato)
Formazione (3-5-1-1) Boruc (1); Gamberini (5), Natali (14), Nastasic (15); Cassani (16), Behrami (85), Montolivo (18), Salifu (17), Pasqual (23); Jovetic (8); Amauri (11) All. Delio Rossi
Ballottaggi. Pasqual 70% – Vargas 30%; Jovetic 80% – Cerci 80%
Napoli. La Champions tornerà all’ombra del Vesuvio fra qualche giorno e la tensione sembra essere già alta data l’attesa per un evento storico. Ciò nonostante la vittoria ottenuta in casa con il Chievo sembra aver messo una pezza al clima pesante che circolava intorno al gruppo da qualche tempo. Mazzarri non risparmierà i tenori cambiando qualcosa a gara in corsa; Inler manterrà il posto in mediana, ma al suo fianco dovrebbe spuntare Dzemaili in modo da far tirare il fiato a Gargano. Torna Cannavaro al centro della difesa unitamente a Campagnaro, ma il settore mancino è ancora incerto tra Grava e Britos. 3-4-2-1 veloce, largo, difesa alta e contropiede alla mano. La rosa abbottonata della Fiorentina potrebbe creare problemi in fase di costruzione, ma l’appoggio di Hamsik alla linea mediana potrebbe diventare fondamentale per limitare la costruzione di Montolivo e costringere Behrami a restare basso. Dopo tre anni, Morgan De Sanctis potrebbe non partire da titolare per un risentimento muscolare, ma proverà fino all’ultimo in modo da non saltare neanche la sfida di Firenze Indisponibili. Vargas
Formazione (3-4-2-1) Rosati (83); Campagnaro (14), Cannavaro (28), Britos (85); Maggio (11), Inler (88), Dzemaili (20), Zuniga (18); Hamsik (17), Lavezzi (22); Cavani (7) All. Walter Mazzarri
Ballottaggi. Zuniga 60% – Dossena 40%; Britos 65% – Grava 35%; Rosati 50% – De Sanctis 50%
