E ORA LA CHAMPIONS…

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La prova di continuità c’è stata, eccome. Chi si aspettava un Napoli già sconfitto in partenza e con la testa alla Champions si è dovuto ricredere. Al “Franchi” è andato di scena lo spettacolo dei tre tenori azzurri: Cavani doppietta, Hamsik assist-man e Lavezzi formato pasticciere nel finale a mettere la ciliegina sulla torta. E’ stata la vittoria di un gruppo che ha voglia di dare un senso anche in campionato. Pronti via e il Matador già in rete cosi come lo scorso anno sempre a Firenze. Napoli che sa anche soffrire dopo il vantaggio. Finalmente la mossa tattica che tutti si aspettavano ha avuto la riconferma: Hamsik un po’ più arretrato a dare sostanza in mediana ha giovato un Inler anche questa sera ottimo in fase di interdizione. Dopo pochi minuti fuori Campagnaro e dentro l’immortale Grava. Per il toro di Cordoba problema muscolare, da valutare le sue condizioni. Di certo il difensore campano non l’ha fatto rimpiangere, anzi. Marcatura a uomo su Amauri e arrivederci a quest’ultimo. Il gioco per vie centrali sembra esaltare gli azzurri che provano a verticalizzare. Ne è una prova il raddoppio: passaggio filtrante di Hamsik per Cavani che firma il raddoppio. Fiorentina impalpabile e molto nervosa a centrocampo. Salifu e Olivera in affanno, Montolivo sembra l’ombra di se stesso. Gli azzurri diminuiscono la pressione e attendono. Difesa ottima con Britos che ci mette la pezza in più di un’occasione e Rosati sicuro tra i pali. I viola non pungono più, ne approfitta ancora il Napoli. 91’, Lavezzi fugge a Salifu dalla propria metà campo e si invola verso la rete, palla di interno destro tra palo e portiere. E’ il coronamento della rinascita. La sera della rinascita in campionato. L’Inter che perde in casa con il Bologna è superata in classifica dalla troupe di Mazzarri. La Fiorentina è archiviata, ora sotto con la Champions. La peggiore annata del Chelsea negli ultimi dieci anni non deve far riposare sugli allori gli azzurri. Passare il turno è possibile, mettere una seria ipoteca già dal match del San Paolo non è un’utopia. Ora sotto a chi tocca, i duri cominciano a giocare.

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