QUESTO SI’ CHE E’ QUAGLIARELLA
È sempre una bella sensazione vedere un pallone adagiarsi nella porta avversaria. Quando poi focalizzi e ti accorgi che quel pallone è stato infilato da chi stavi aspettando da tanto, troppo tempo, allora la gioia diventa una liberazione vera e propria, una goduria che ti porta a lanciare un urlo ancora più forte del solito. Questa è la sensazione che hanno provato tutti i tifosi azzurri nel vedere che nel thriller a tinte biancorosse l’assassino era stato proprio Fabio Quagliarella. Uno per il quale Napoli da grande sogno si stava trasformando in un incubo terribile, un tunnel da cui non riusciva più ad uscire.
Ora ne è uscito e lo ha fatto a modo suo, a cento all’ora, perché Quagliarella le cose a metà non le fa mai. Due grandi gol e uno splendido assist: quando mette il timbro sulla partita deve essere l’unico a metterlo. Come contro il Livorno, come contro il Bologna: sempre al San Paolo, sempre reti da tre punti. Insieme a lui, ed era ora, una squadra che lo supporta e che lo mette al centro dell’attenzione, regalandogli palloni che può gestire come meglio crede, invece di quegli improbabili lanci che sembravano più sabotaggi che assistenze. Quagliarella è tornato ed è tornato anche il Napoli, a secco di vittorie per tutto il mese di novembre. Non era pesato troppo perché c’è sempre lo scudo dell’imbattibilità mazzarriana ad addolcire la pillola, però gli azzurri nelle ultime tre gare avevano lasciato a casa sei punti frutto di tre pareggi. Un brodino per restare attaccati al treno importante, ma per fare il botto serviva la vittoria. Quella ottenuta contro il Bari segue il canovaccio delle ultime, un Napoli in bilico perenne salvato da un moto d’orgoglio di qualcuno dei suoi talenti. Stavolta è stato Quagliarella ma non bisogna dimenticare la grande prestazione di Maggio, che oltre al gol ha dato un contributo impressionante allo sviluppo della manovra sulla destra, tanto da mettere in difficoltà Koman e Parisi con la sola imposizione del suo strapotere atletico. Da destra sono partite tutte le azioni più importanti, da destra è partito l’episodio che ha cambiato la partita, l’espulsione di Parisi. Poi la capacità che ha l’esterno vicentino di farsi trovare sempre al posto giusto, quella è un marchio di fabbrica già collaudato che con la guida di Mazzarri si affina fino a diventare un’arma letale, roba da doppia cifra stagionale. Le note stonate vengono da una difesa troppo distratta in occasione dei due gol, il solito problema della coperta troppo corta. Ovviamente, se una maggiore prolificità in attacco portasse sempre a simili vittorie anche a costo di soffrire e subire tanto, meglio tirarla più su questa coperta…
I tre punti, ritardatari sulla ruota di Napoli da ormai troppo tempo, sono quindi tornati a far visita a Lavezzi e compagni. Motivo in più per guardare la classifica con un sorriso a trentadue denti, visto che la lotta è serrata e la graduatoria cortissima. Dal Parma in giù sono tutte sullo stesso piano, tranne forse la Fiorentina che ha qualcosa in più, ma attualmente il quarto posto dista soltanto due punti e il dovere del Napoli è continuare a crederci, perché mai come quest’anno le concorrenti sono tante e il rischio che si annullino a vicenda è molto alto. Basta poco per approfittarne, e con un Quagliarella in questo stato basterà ancora meno.
