NAPOLI- MILAN 27/11/1988 (4-1)

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In quel caldo pomeriggio di fine autunno non c’era nessuno dei due. E chissà se il trionfale 4 –1 con cui il Napoli surclassò il Milan campione d’ Italia il 27 novembre 1988, non fu favorito dall’ assenza di due colonne del calibro di Roberto Donadoni e Carlo Ancelotti, faccia a faccia domenica sera in un revival zeppo di ricordi fra i due. Erano i tempi indimenticabili in cui Napoli – Milan voleva dire scudetto, la parola Napoli finalmente evocava quella dello scudetto, come fossimo  la Juventus o l’ Inter. Ed erano proprio i nerazzurri ( alla fine vincitori ) ad essere in testa in quel campionato contrassegnato 1988 –’89 alla vigilia del 7° turno con 11 punti ( ricordiamo che la vittoria ne valeva due e non tre come oggi ), con gli azzurri a due lunghezze ed i rossoneri a tre, beffati nella gara precedente in maniera incredibile dall’ Atalanta di Mondonico. Maradona e c. erano invece reduci dal trionfo per 5 –3 in casa della Juventus, ed inoltre fra gli uomini di Bianchi, coltivava implacabile il desiderio della “ vendetta “ ( è opportuno rimembrare il 2 –3 del 1° maggio ? ). L’ inizio però fu favorevole agli uomini del “ profeta di Fusignano “, al secolo Arrigo Sacchi, tanto che era il Napoli a preferire il gioco di rimessa, sopraffatti a centrocampo dal gioco all’ “ olandese “ dei rossoneri, tanto che il povero Giuliani dovette superarsi in due occasioni contro Evani e Colombo, liberatosi a tu per tu con il numero uno azzurro. Ma improvvisamente, al minuto 42 ecco una delle magie ancora più “ magie “ di Diego; gli azzurri cercano di avanzare ma il solito incalzante pressing dei “ casciàvid “ li costringe a retrocedere. Crippa ( forse voluto e forse no ) con uno strano lancio mette in moto Diego che, approfittando del ritardo di Mussi, elude il classico fuorigioco del Milan. Giovanni Galli gli viene però incontro ben oltre il limite dell’ area, con la palla che gli rimbalza quasi addosso. Ma lui era lui, e con un colpo di testa forzatamente lento, ma implacabilmente preciso, fa rotolare la sfera lemme lemme nella porta lasciata incostudita, facendo ubriacare di gioia i soliti 80.000. Inaspettatamente al 45 arriva il raddoppio con Careca. Ecco come : Giuliani effettua un lunghissimo rinvio che giunge alla tre quarti avversaria, ingannando un grande come Franco Baresi, consentendo a Diego di lanciare di testa il brasiliano, che al volo fulmina Galli, marchiando indelebilmente il match con i colori del cielo. Inizia la ripresa, ed al 48° è subito tris. Ferrara lancia lungo da metà campo, stavolta è Carnevale ad eludere l’ off- side correndo verso Galli, ma pressato da Tassotti non riesce ad imprimere sufficiente forza al pallone, che viene respinto dal futuro portiere azzurro. Come un falco però piomba Francini, ed a porta vuota non può proprio esimersi dal realizzare il 3 –0. In soli sei minuti ( dal 42° al 48° ) il grande Milan è k.o., ed a ben poco servirà il penalty trasformato da Virdis ( sempre in gol contro il Napoli ) al 65°, dato che al 78° l’ ineguagliabile Careca, con i rossoneri tutti all’ attacco, fugge addirittura dalla propria metà campo, ed imprendibile firma il 4 –1 finale, in un S. Paolo eruttante di entusiasmo. L’ onta del 1° maggio era stata lavata; mesto per Sacchi e c. fu il ritorno a Milanello…

STATISTICHE 

Equilibratissimo è il bilancio a mergellina fra Napoli e Milan, con 22 vittorie azzurre, 17 pareggi e 21 successi del “ club più titolato al mondo “. Il Milan ha vinto l’ ultima volta il 4 gennaio 1998 per 2 –1, con le reti di Leonardo al 52° e di Ganz al 71°, con l’ inutile appendice del gol di Claudio Bellucci al 75°. L’ ultimo pari è dell’otto aprile 2001 ( 0 –0 ), mentre tutti ricorderanno il 3 –1 dell’ undici maggio 2008, che impedì di fatto all’ Ancelotti – band di conquistare la qualificazione in Champions, firmato da Hamsik al 36°, da Domizzi su rigore al 69°, e da Garics al 90°. La rete di Seedorf al 92° servì solo per le statistiche. Quanto ci tiene Donadoni a ripetere lo scherzetto al suo primo amore ?  

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