PALERMO-NAPOLI 16-3-69 (0-2)
Si potrebbe cominciare a pensare, che qualche anatema lanciato dal focoso pubblico palermitano, sia davvero andato a segno in quel turbolento pomeriggio del 16 marzo 1969. E’ dal quella, oramai lontana giornata di ben 43 anni fa, che il Napoli non riesce a vincere al “ Barbera “, con uno “score” addirittura di 5 sconfitte consecutive, tre delle quali subite in maniera assolutamente immeritate, ricche di episodi contrari, in particolare sotto forma di legni colpiti. La colpa di quel che accadde nell’ultima puntata dei favolosi anni ’60 è ( per così dire ma anche sul serio…) dell’ istrionico Josè Altafini, ancor oggi sulla breccia come imprevedibile e divertente commentatore televisivo, ma passato alla storia come uno dei più grandi cannonieri di sempre del calcio italiano ( 216 gol fra Milan, Napoli e Juventus ). Dunque, in quel bel giorno di mezza primavera, alla fine del primo tempo il Palermo è in vantaggio per 2 –1, grazie ad una doppietta del bomber locale, il palermitano d.o.c. Gaetano Troja, che ha ribaltato l’ iniziale vantaggio azzurro firmato dal povero Paolone Barison. Il giovane Corrado Ferlaino ( in carica da appena due mesi ) non è però soddisfatto dell’ operato dell’ arbitro romano Sbardella, e nell’ intervallo piomba nello spogliatoio del Direttore di gara affermandogli : “ Lei si sta facendo arbitrare dal pubblico ! ”. Fatto sta che ad inizio ripresa, un sospetto mani in area di Totonno Juliano non viene sanzionato con il rigore, mentre poco dopo ne viene fischiato uno a favore del Napoli che, Altafini, infastidito dai latrati del pubblico, provocatoriamente ne festeggia la realizzazione facendo il classico gesto dell’ ombrello alla folla che lo dileggiava. Quando poi Miceli al 76° segnerà il definitivo 3 –2 per il Napoli, la rabbia del pubblico si scatena senza freni, con un segnalinee ferito al capo da una bottiglietta, si tentano ( per fortuna senza esito ) varie invasioni di campo, l’arbitro è costretto a fuggire a bordo di un elicottero, mentre il Napoli viene caricato a forza sui cellulari, con il contorno di 15 arrestati. Il risultato sarà poi mutato in 0 –2 dal giudice sportivo con l’ aggiunta di tre turni di squalifica al campo dei rosanero siciliani. Insomma, una vera e propria bolgia dal forte sapore dantesco…
Questa, più altre due vittorie ottenute nei ruggenti anni ’30, sono stati i soli successi azzurri ottenuti a Palermo, contro 9 pareggi e ben 10 sconfitte, curiosamente le ultime 4 ( cioè da quando il confronto si disputa in A ) tutte subite con il medesimo punteggio di 2 –1 ! Ma adesso, Walter Mazzarri e con lui tutti i suoi prodi, siamo certi che si impegneranno alla morte pur di rovesciare l’ avversa tradizione che sembra non aver mai fine. E poi, chi vince ad inizio anno…
