MILAN – NAPOLI: MI RITORNI IN MENTE…
Era il 14 Dicembre quando il Napoli di Maradona, si presentò allo stadio San Siro contro il Milan di Nils Liedholm nel tentativo di strappare punti scudetto, finì 0 a 0 in quel 12^ turno di campionato. Il 3 Gennaio 1988, gli azzurri scudettati furono affossati dal Milan con un pesante 4 a 1 in un campionato che vide protagoniste entrambe le squadre alla ricerca del titolo, fino alla gara di ritorno. 11 Febbraio 1990, il secondo Napoli di Maradona e Careca andò a San Siro per sfidare il Milan di Sacchi: 36 punti gli azzurri, 34 i rossoneri, entrambe lassù dove l'ossigeno é poco e la testa comincia a girare: Massaro, Maldini e Van Basten, tre inzuccate rossonere per agganciare il Napoli in testa in un campionato spettacolare conclusosi in modo pirotecnico sull’asse Verona – Bologna. La storia si ripete, anche se solo per un momento: il Napoli è lassù e il Milan poco distante ad inseguire, in tutto questo tempo, sono cambiati i protagonisti, le sceneggiature e i dispetti, ma l’atmosfera sembra non essere cambiata per niente. Domenica sarà scontro diretto, a Napoli piace pensarlo dopo aver usato con timidezza e disgusto, questa parola in altre categorie; adesso verrà urlata a pieni polmoni, petto in fuori, testa alta e un orgoglio senza paragoni. Domenica sera non ci saranno occhiali rossi e neri per dimostrare lo strapotere del Nord, non ci saranno promesse e sorrisi di chi piazza la propria faccia per tendere una mano, non ci saranno canzoni popolari dalla vena drammatica e comica per giustificare l’innata voglia di sgambettare il potente; domenica sera sarà Milan – Napoli, la sfida che ferma tutto per novanta minuti.
Un tempo era la bandiera olandese a sventolare contro una bandiera fusa tra bianco – azzurro – verde – oro; Maradona, Careca e Alemao contro Rijkaard, Gullit e Van Basten; oggi ci sono volti nuovi, bandiere quasi diverse ritoccate da un calcio in evoluzione: Kaka e Ronaldinho supportati da Seedorf, di fronte Lavezzi, Denis, Hamsik e Gargano a dimostrazione che la storia può ritoccarsi se trapassata al futuro, ma non cambiata.Ancelotti era presente in quel Milan – Napoli del 90, lui era in campo, ha assaporato le emozioni e i brividi di una sfida tra Nord e Sud ad alta quota, ora è in panca, da regista è cresciuto a timoniere, ma i grattacapi sono simili, portano la stessa tensione e poco importa se allora era un Napoli abituato a stare tanto in alto, perché i partenopei sanno farci l’abitudine molto in fretta.
Il Carletto nazionale non avrà Pirlo, Nesta, Senderos, Kaladze, Flamini e Viudez, in compenso recupera Maldini e si coccola Inzaghi nonostante un Ronaldinho non al top, eppure suona la carica mentre Galliani, scottato dall’esperienza dello scorso anno quando il Milan arrivò all’ombra del Vesuvio in carrozza per poi tornare a casa carico di meraviglie partenopee, fa da pompiere. Solito schema ad albero di Natale, mai amato dal presidente, tanto produttivo per la squadra: Abbiati (12) è ormai il portiere titolare; difesa a quattro con Zambrotta (15) sul settore di destra, l’ex di turno Jankulovksi (18) a sinistra, nel mezzo Bonera (25) sarà affiancato da Maldini (3) che come Ancellotti, era in campo nel 90 timbrando anche il cartellino da marcatore; centrocampo formato dal trio Gattuso (8), Seedorf (10) e Ambrosini (23); la samba brasiliana Kaka (22) – Ronaldinho (77) alle spalle di Inzaghi (9) che comunque dovrà vincere la concorrenza di Borriello.Ballottaggi: Jankulovski 70% – Favalli 30%; Inzaghi 50% – Borriello 35% – Pato 15%
Chiudersi nella propria metà campo e lasciare il pallino del gioco al Milan è un Harakiri di dimensioni gigantesche (vedi il 5 a 2 dello scorso anno), la squadra rossonera non è formata da grandi corridori e schemi ben precisi, logica più che giusta se in campo hai giocolieri del calibro di Kaka e Ronaldinho; la squadra rossonera punta maggiormente su tre uomini: i due brasiliani e Seedorf, chiamato al ruolo di regista per sopperire l’assenza di Pirlo. Palla al piede, il Milan diventa devastante soprattutto in presenza di spazi e di marcature a uomo data la grande capacità di saltare l’uomo con estrema facilità; tenerli lontani dalla propria ¾ campo sarà indispensabile anche perché la squadra rossonera, presenta uomini in grado di calciare dalla lunga distanza con ottimi risultati. Attenzione alle palle alte vista la presenza di Ambrosini e Maldini, senza perdere d’occhio Ronaldinho (per credere, domandare a Julio Cesar), attenzione massima va riserva ad Inzaghi: l’ex attaccante di Parma e Juventus è il migliore nello scattare sul filo del fuorigioco oltre che a conquistarsi rigori e punizioni. C’è, comunque, un punto debole: la difesa milanista non è poi così in erba, inoltre la grande velocità di Lavezzi e Maggio potrebbe mettere in seria difficoltà un reparto difensivo, alquanto lento e macchinoso.
Carlo Ancelotti è passato da regista a timoniere, Edy Reja da colonnello a “Normal One” e sembra proprio che questo nomignolo non gli pesi affatto. Il tecnico goriziano farà affidamento alla squadra migliore spinta dalla grande condizione atletica di questo inizio di stagione. Bogliacino è ancora out in compagnia di Zalayeta fermatosi in allenamento per un problema al ginocchio, Santacroce in dubbio ma dovrebbe farcela, rientra Blasi dalla squalifica così come Iezzo ha recuperato dall’infortunio: il portiere napoletano (1) riprenderà il suo posto fra i pali; difesa con Santacroce (13), Cannavaro (28) e Contini (96) anche se Aronica resta in allerta; centrocampo formato da Maggio (11), Blasi (8), Gargano (23), Hamsik (17) e Mannini (77) in vantaggio su Vitale; attacco d’obbligo con Lavezzi (7) e Denis (9). Ballottaggi: Iezzo 70% – Navarro 30%; Santacroce 75% – Aronica 25%; Mannini 80% – Vitale 20%
Il Napoli, dal canto suo, possiede delle armi che potrebbe rivelarsi letali per il Milan se ben sfruttate. In primo luogo c’è la condizione fisica: la squadra partenopea, sia per un discorso di caratteristiche che per aver iniziato prima la preparazione, è una delle squadre capaci di macinare più chilometri in novanta minuti grazie soprattutto al centrocampo, formato da rognoni di cuore e polmoni. Arma numero 2 è la velocità: oltre al già rimarcato Lavezzi, il Napoli presenta sugli esterni uomini come Mannini e Maggio che uniscono rapidità e tecnica per saltare l’uomo e raggiungere il fondo; Arma numero 3, il dinamismo: come già detto, il Milan è formato da grandi giocolieri di poca corsa, la vivacità di Hamsik, Gargano e Blasi potrebbe creare non pochi problemi alla metà campo rossonera se non piazzati come muro di supporto alla difesa. Certo il campo dirà la sua con più certezza ma carte alla mano, questo Napoli non può partire già sconfitto.
Il Napoli ha cambiato albergo per scaramanzia e forse sarebbe bene ricordare anche qualche altro dato scaramantico: anche lo scorso anno, prima della gara al San Paolo, il Milan riuscì a conquistare punti grazie alla vena realizzativa di Inzaghi, inoltre anche lo scorso anno Pirlo diede forfait per infortunio per dimenticare che Beckham arriverà a Gennaio e questa volta, a San Siro, nessuno farà l’esordio nel nostro campionato…
