UNA NOTTE DA DIMENTICARE
Delle tanto auspicate note del Fado non v’è alcuna traccia al termine della sciagurata notte lisbonese. Solo “lacrime napuletane”. Come una fredda onda dell’Atlantico, il sogno europeo del “Giovine Napoli” di Edy Reja s’infrange sulla foce del Tago. Bruscamente, in netta antitesi con l’ottimismo che aveva caratterizzato la vigilia del match. Fiducia che aveva peraltro trascinato oltre duemila fedelissimi a valicare i confini nazionali per sostenere Lavezzi e soci nello storico evento. Un’ autentica disfatta quella marchiata nella ripresa dall’ uno-due Reyes-Nuno Gomes. Debacle interpretabile sotto molteplici punti di vista. Di natura nefasta l’approccio alla gara sin dalle prime battute. Attaccare, rispondere colpo su colpo alle provocazioni lusitane: nulla di tutto questo ha offerto la compagine partenopea, continuamente arroccata sulla difensiva, oltremodo timida, quasi spaesata. Aggiungici una buona dose d’inesperienza e di sfortuna, e la frittata è fatta: imbarazzanti alcuni disimpegni nella propria metà campo; incredibili il palo colpito da Cannavaro e il seguente erroraccio di Zalayeta sul calar di primo tempo.
Una serata storta, di quelle che niente ti gira per il verso giusto. Basta scrutare l’operato casalingo(tanto per usare un eufemismo) del quotato fischietto teutonico Stark, che raggiunge il climax allorchè al minuto cinquantasette non ravvisa un chiaro fallo su Lavezzi a metà campo. Abbaglio fatale: da quell’azione scaturirà il vantaggio dei padroni di casa. Notte da dimenticare, concetto rafforzato dalle cervellotiche decisioni di Reja. Un nonsenso tenere in campo per l’intero match l’appesantito Zalayeta. Perché trasmettere alla truppa un segnale di resa con le sostituzioni di Hamsik e Lavezzi? D’accordo, i due campioncini non avranno brillato ma rappresentano pur sempre quegli atleti capaci di riaprire un incontro in qualsivoglia momento. Così come desta più d’una perplessità la scelta di Russotto, mandato letteralmente allo sbaraglio nella bolgia del “Da Luz”. Il futuro è dietro l’angolo, e reca il nome del Genoa, avversario temibilissimo da affrontare nella sua tana, ove ha già ferito mortalmente Milan e Roma. Bisognerà ritrovare unità d’intenti e dirimere repentinamente qualsiasi frizione interna(leggasi diverbio Lavezzi-Reja al momento del cambio). Guai a rovinare tutto l’ottimo lavoro sin qui svolto in campionato. I sogni – si sa – prima o poi sono destinati a svanire. Napoli si è svegliata, ma non per questo ha voglia di mollare. Arrivederci Europa.
