IL NAPOLI IN EUROPA (2° PARTE)
1971-‘72 – “Coppa Uefa” |
Contro i tignosi Rumeni del Rapid di Bucarest, un po’ a sorpresa, già nel primo turno ebbe termine l’avventura Azzurra in quella stagione. Dopo un sofferto successo nell’andata (1-0 su autogol al 75°). I progenitori di Mutu, sul proprio campo, ribaltarono a loro favore la situazione già nel corso del primo tempo con il risultato di 2-0, con Altafini fuori causa per infortunio dopo soli diciassette minuti di gioco. Per il brasiliano e Zoff, fu l’ultimo match in Europa con la casacca del Napoli.
1974-‘75 – “Coppa Uefa” |
Il gagliardo Napoli di Vinicio, che in campionato sfiorò lo scudetto, fornì buone prove anche in Europa, pur fermandosi al 3° turno. Nei 32esimi di finale, con un 2-0 in casa (Massa e Pogliana), ed un 1-1 in trasferta (Braglia), vennero superati senza troppe difficoltà gli Ungheresi del Videoton.Notevole fu invece l’impresa riuscita a Juliano e c. nel 2° turno; con un doppio 1-0 (Orlandini e Clerici), vennero sconfitti i Portoghesi del Porto, certo non al livello delle squadre che conquisteranno l’Europa (‘87 e 2004), ma pur sempre una formazione temibile, tanto è che, al ritorno dal Portogallo, migliaia di tifosi invasero l’aeroporto di Capodichino per festeggiare il Roster di Vinicio.La corsa azzurra, al cospetto della squadra Cecoslovacca del Banik di Ostrava nel match di andata, dopo una gara giocata (com’era “normale” per quel Napoli) tutta in attacco senza alcun risultato utile, gli Azzurri vennero per due volte beffati in contropiede negli ultimi dieci minuti (0-2). La qualificazione era ormai fortemente compromessa, ma, com’è sempre stato nel suo ineguagliabile stile, Vinicio non voleva arrendersi, e per il ritorno, impostò la gara nel medesimo modo: all’attacco! Su un campo reso impossibile dalla pioggia e dal fango, l’impresa della rimonta sembrò prendere corpo grazie ad un gol di Ferradini al 43°. Dopo aver ripetutamente mancato il raddoppio, come al S. Paolo, i Cechi segnarono in contropiede a dieci minuti dalla fine (1-1). Eliminati sì, ma a testa alta.
1975-‘76 – “Coppa Uefa” |
Anziché difendere il minimo svantaggio, ad un quarto d’ora dal termine di Torpedo Mosca – Napoli, con il punteggio a favore dei primi per 2-1, il prode (e coraggioso) Luis Vinicio inserisce l’attaccante Braglia al posto del centrocampista Boccalini, cosicché i moscoviti infilzano per ben due volte il “Gedeone” Carmignani, rendendo il passivo (4-1) terribilmente pesante da recuperare al S. Paolo. Ma a Napoli, dopo appena un quarto d’ora, un gol di Filatov gelò le residue speranze dei fans Azzurri, capaci di portare la bellezza di 230 milioni di lire alle casse di Ferlaino.Il pareggio di Braglia al 37° fu alla fine buono solo per le statistiche (1-1), che amaramente sancivano l’inattesa fulminea eliminazione della truppa di Vinicio dal palcoscenico Europeo.
1976-‘77 – “Coppa delle Coppe” |
Dopo 14 anni, grazie alla vittoria in Coppa Italia contro il Verona (4-0) il 29 giugno 1976, il nuovo Napoli di Pesaola, si riaffaccia sullo scenario della Coppa delle Coppe, arrivando in alto come mai gli Azzurri avevano saputo fare in precedenza.Solo le “malefatte” di un arbitro Inglese (come vedremo) impedirono a Savoldi e c. di giocarsi la finale contro l’Amburgo (poi vincitore). La sorte è benigna per quanto riguarda il sorteggio del 1° turno: ad affrontare gli Azzurri, si presentano i Norvegesi del Bodoe Glimt, sconfitti prima sui fiordi per 2-0 (2 Speggiorin), e dopo a Napoli (1-0 Massa). Ancora più malleabile risulterà l’avversario che uscirà dall’urna per gli ottavi di finale; il 20-101976, Savoldi e c. sono di scena sul terreno della squadra Cipriota dell’Apoel Di Nicosia. Ma, clamorosamente, grazie ad un gol dell’impiegato aeroportuale Leonidas, gli Azzurri (forse scesi in campo troppo certi di vincere) terminano il primo tempo sotto di un gol, pareggiato da un rigore di Savoldi all’87°, fischiato dopo una bella trama interrotta fra Massa e Speggiorin.Questi saranno i marcatori del 2-0, con il quale sotto una pioggia torrenziale, il Napoli vincerà, stavolta senza problemi, il match di ritorno.Nei quarti, ecco presentarsi la squadra Polacca dello Slask Wroklaw, temibile, anche perché a quell’epoca, il calcio targato Polonia andava assai di moda. A sorpresa, nella gara di andata in trasferta, Pesaola schiera in porta, al posto di Carmignani, Favaro che lo ripagherà con due grossi interventi, a guardia del prezioso 0-0 finale; nel ritorno è ancora Peppe Massa ad andare in gol dopo soli dieci minuti, rete raddoppiata da Chiarugi su punizione al 49°; per un 2-0 che spalanca le porte delle semifinali Europee per la prima volta nella sua storia al club Azzurro.Sono proprio i detentori del trofeo, i belgi dell’Anderlecht l’ostacolo che separa il Napoli dalla finale. Al S. Paolo, l’eroe del giorno è Peppe Bruscolotti, che non solo mette la museruola al temuto attaccante Olandese Rensenbrink, ma addirittura, a nove minuti dal termine, smarcato da un illuminante passaggio di Juliano, va a realizzare il gol della speranza (1-0).In Belgio, l’“Uomo di Coppa”, al secolo Walter Speggiorin, va in gol dopo appena due minuti, ma, inspiegabilmente, l’arbitro inglese Matthewson annulla il punto, negando al Napoli pure un evidente rigore nel finale, quando i Belgi si trovano avanti per 2-0, e perciò qualificati. In più la jella, impedì a Ciccio Esposito di andare in gol (traversa al 15°), ed alla fine non ci fu nulla da fare, ma con un arbitro al di sopra delle parti, quella sera al “Parc Astrid” la qualificazione non sarebbe sfuggita agli Azzurri. Il Presidente dell’Anderlecht produceva birra; ed indovinate chi era il suo rappresentante in Inghilterra? Sì proprio lui, l’arbitro Matthewson! Più chiaro di così….
1978-‘79 – “Coppa Uefa” |
Come tre anni prima, ancora una squadra dell’allora “Unione Sovietica”, a quel momento prima in classifica (poi Campione), la “Dinamo Tiblisi” fa fuori al 1° turno il Napoli allenato da Gianni di Marzio, in U.R.S.S.; dopo 39 minuti abbastanza equilibrati, un errore di Castellini in uscita, consente al Bomber Ripiani di realizzare il primo gol, raddoppiato al 49°, per un 2-0 che lascia poche speranze per il retour – match al S. Paolo.Infatti a Napoli, risultò vano il pareggio di Savoldi su rigore al 79°. Pochi però alla fine furono i rimpianti in casa azzurra; i Russi erano decisamente più forti e a quel momento più in forma, visto che il loro Campionato era in pieno svolgimento, mentre quello italiano era appena cominciato.
