SETTE MAGGIO, E’ QUI LA FESTA!

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Zitto zitto, Marino ha fatto il colpaccio. Come tutte le trattative serie del Napoli, quelle cioè che hanno più di un semplice fondo di verità, il Direttore si è mosso sottotraccia, inquinando le prove con nomi fuorvianti e piazzando poi la stoccata vincente quando l’acquisto sembrava sfumare. Anche per Christian Maggio è stato così: la voce girava, ma mimetizzata con mestiere nel coro degli altri sondaggi di mercato. Poi, di botto, l’accelerata e il taglio del traguardo. Da oggi Maggio è un giocatore del Napoli, strappato alla Sampdoria con un’offerta da 8 milioni di euro; ha firmato un contratto quinquennale a cifre importanti, un ingaggio a salire di anno in anno fino ad arrivare ad euro 1200 l' ultimo anno.

Un acquisto necessario. E che acquisto! Arriva il giocatore rivelazione della stagione appena conclusa, che Mazzarri ha educato a dovere fino a farlo diventare un idolo della tifoseria doriana. A questo ha contribuito anche lo storico gol nel derby della Lanterna che ha fatto sì che i supporters istituissero per lui una nuova festa cittadina: “Sette Maggio tutto l’anno”, un gioco di parole col suo numero di maglia. Ma ripercorriamo brevemente la carriera di questo calciatore, un’ascesa lenta e graduale fino a diventare uno dei migliori interpreti di un ruolo delicato, in cui scarseggia materia prima. Christian Maggio nasce a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, l’11 febbraio del 1982. Da ragazzo gioca nella squadra della sua città facendo tutta la trafila nelle giovanili del Vicenza, ed è proprio il suo nuovo tecnico Reja che lo fa debuttare in prima squadra, a soli 18 anni in serie A. Qualche stagione di crescita e poi la retrocessione in B del suo Vicenza, momento buio per la società ma positivo per lui, che guadagna il posto da titolare e gioca un’intera stagione ad ottimi livelli. Tanto da attirare l’interesse della Fiorentina, che nel 2003 è appena tornata in B dopo il fallimento ma punta immediatamente all’ennesima promozione. In viola diventa subito titolare e guadagna da protagonista lo storico ritorno in A, 40 presenze e un gol. L’anno successivo nella massima serie non è luminoso come la prima stagione in Toscana: tanta panchina e la squadra che lotta per una stentata salvezza. La nuova stagione lo vede sempre più ai margini, così in gennaio arriva il trasferimento al Treviso, in una squadra trovatasi in A per sbaglio che sta mestamente facendo ritorno fra i cadetti. Retrocessione per lui non vuol dire declassamento, perché nel luglio 2006 arriva il contratto che svolterà la sua carriera. Lo prende infatti la Sampdoria, in prestito dalla Fiorentina, e a Genova si guadagna con tanti sacrifici il posto da titolare. Campionato convincente, tanto che Marotta decide di riscattarne la comproprietà e affidarlo alle cure di Mazzarri, per la stagione 2007/08. Il resto è storia recente, con i dieci gol, la qualificazione Uefa in blucerchiato e l’approdo a Napoli. Per lui è il coronamento di un’escalation costante e non ancora terminata, un percorso che con tutta probabilità lo porterà stabilmente in quella Nazionale di cui finora ha solo sentito l’odore inebriante, senza mai esordire. 

Ed è la scelta giusta anche per Reja, in un ruolo in cui il Napoli si trascina da anni mille problemi e difficoltà. Maggio è il fluidificante perfetto, poiché è abilissimo ad arrivare sul fondo ed ha un gran senso dell’inserimento, ma nascendo terzino puro è anche ottimo nella fase difensiva. Proprio quello che cercava il mister azzurro per il suo prudente 3-5-2, uno che garantisse innanzitutto copertura e solo in secondo luogo la spinta offensiva. Per questo non si aspettino altri 10 gol, i tifosi partenopei. Con Reja Christian non avrà la libertà di affondare che gli dava Mazzarri, perché a spingere penserà Mannini, dirottato sulla sinistra per lasciare campo al nuovo arrivo. L’uomo giusto per pensare in grande. Perché Napoli vuole volare e per farlo deve rinforzarsi soprattutto sulle ali. Ecco perché con Maggio si può sognare, ecco perché sia il giocatore che la società hanno fatto sicuramente la scelta giusta.

  

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