LA PAZZA IDEA DI BENITEZ: MESTO TITOLARE?

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L'anno scorso fu Mazzarri a desiderarlo ardentemente nel Napoli: anche lui, come tutti gli altri suoi fedelissimi (in primis il suo omologo Maggio), avrebbe avuto un occhio di riguardo, foss'anche l'esterno destro piu' scarso del globo terracqueo. Giandomenico Mesto da Monopoli, alle dipendenze del Santone in quel di Reggio, era anch'egli giunto qui da noi con l'etichetta di 'giocatore-garanzia' affibbiatagli da chi l'aveva voluto. E qualcuno, guarda un po', c'era pure cascato, salvo poi scoprire che l'onesto pugliese non metteva ne' toglieva al valore della rosa. Prove quasi tutte opache le sue, poco rimembrabili e per nulla da applausi, eccezion fatta per quel Genoa-Napoli in cui, contro i suoi vecchi compagni, caccio' la scienza da esterno alto: goal e prestazione distinta, l'esatto opposto del suo collega titolarissimo. Ma fu un granello di zucchero in un bicchiere di fiele.

E la sua stagione incolore, nonche' l'essere pupillo dell'umile Walter, avevano logicamente fatto pensare che per lui non ci fosse spazio nel nuovo Napoli targato Benitez. La sua partenza appariva sicura, tanto piu' se si pensa che sulle sue tracce vi erano diversi club italiani, a cominciare dal Parma. Invece qualcosa sarebbe cambiato (il condizionale e' d'obbligo) nel destino del pugliese. Pare infatti che in questo primo mese e mezzo di lavoro, tra ritiro, allenamenti a Castelvolturno e amichevoli, Don Rafael abbia avuto un'impressione positiva dal diretto interessato, unita alle prestazioni tutto sommato non disprezzabili messe in mostra in Emirates Cup e al San Paolo contro Galatasaray e Benfica. Non solo: all'inizio della nuova avventura, Benitez avrebbe notato in Mesto impegno e dedizione al lavoro, ma soprattutto voglia di imparare i dettami della filosofia calcistica dello spagnolo. Tanto che quest'ultimo (udite udite…) avrebbe finanche additato l'ex reggino a esempio da seguire per Maggio. Si' si', proprio per lui, l'altro figlioccio del Santone, quello che ha sempre sguazzato nella vanagloria di titolare inamovibile, sicuro di scendere in campo persino in condizioni pessime.

Va premesso che trattasi pur sempre di indiscrezioni, le quali, se confermate, avrebbero del clamoroso; non per Benitez, sulla cui obiettivita' c'e' poco da dubitare, piuttosto per un Mesto mai stato fuoco di guerra in Riva al Golfo. Tuttavia, ove mai davvero cosi' fosse, ci troveremmo dinanzi a un'inedita quanto inattesa concorrenza, per un ruolo in cui il Napoli non e' propriamente al completo. Una concorrenza tra due giocatori che, per motivi differenti, non rappresenterebbero sicurezze per le corsie esterne azzurre. Dei deficit di Maggio abbiamo oramai scritto un poema che farebbe invidia alla Commedia dantesca; in quanto alle insufficienze di Mesto, sono passate sotto traccia  per il semplice fatto che hanno prodotto meno disastri. La nostra idea e' che sia prioritario l'acquisto di un altro esterno basso adatto al modulo di Benitez (o addirittura due, nella malaugurata ipotesi di un addio di Zuniga), specie se consideriamo che il monopolitano non e' neanche abituato a giocare in quella posizione in una difesa a 4, avvezzo com'e' al centrocampo mazzarriano a 5. Nondimeno resta il fatto che certi rumours non vengono messi in mezzo all'improvviso, per puro capriccio. E se fosse veramente cosi'? Se  Benitez avesse realmente trovato in Mesto il suo esterno basso ideale? Dovesse andare in questo modo, vorra' dire che evidentemente il tecnico iberico avra' individuato in lui quell'impegno e quella serieta' nei quali Maggio forse e' venuto meno, perso nella sua boria. Almeno dal punto di vista etico, quindi, Mesto potrebbe aver vinto la prima battaglia. Una cosa, pero' e' l'impegno lavorativo, un'altra le qualita' tecniche. E se dagli ultimi giorni di mercato arrivasse un interprete all'altezza, spiace dirlo ma anche quest'altro fedelissimo di Mazzarri si vedra' costretto a lasciare il posto, facendosi da parte. Pazienza Giandomenico, ci hai provato lo stesso…

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