Arek al bivio, e anche il Napoli: testa e croc…iati

Dopo che i rinnovi di Zielinski e Mertens sembrano in cassaforte e con i rumors che vogliono Callejon all’ennesima stagione in azzurro, stride il rifiuto di Milik a rinnovare il suo contratto, a cifre che si aggirano intorno ai cinque milioni di euro l’anno, sicuramente risultano più che appetibili nel calcio attuale.
C’è da dire, tra le altre cose, che queste cifre attualmente non corrispondono al valore percepito e dimostrato dal giocatore.
Come Ulisse anche Arek è attratto dal canto delle sirene che somigliano alla voce rauca figlia di tante sigarette dell’ex comandante Sarri, il quale continua a richiedere molti dei suoi ex gioielli; da Mertens, a Koulibaly passando per Jorginho e ora Arek.
Forse a Maurizio Sarei sarebbe convenuto restare a Napoli dove erano presenti tutti e continuare il sogno, invece di diventare uno dei tanti, dove a volte anche vincere non basta.
Arek vuole la Juventus per rischiare l’ennesima panchina?
Per giocare con Sarri, che anche dopo il recupero, gli ha sempre preferito Mertens?
Arek deve domandarsi perché nonostante il cambio da Sarri ad Ancelotti fino ad arrivare a Ringhio Gattuso, nessuno lo valuti come titolare inamovibile.
Sì Arek vuole la Juve e che vada: la riconoscenza non è di questo mondo.
Se vuole andarsene con ogni evidenza non merita il tifo dei napoletani che davanti a un giocatore il più delle volte anonimo, gli hanno risparmiato fischi ed elargito solo applausi.
Il gigante polacco, che a volte ha ricordato il mitico Egidio Calloni, uomo dai gol impossibili e dagli errori banali, se davvero vuole andar via dimostra di non conoscere la riconoscenza di una società che l’ha sempre aspettato.
Sì perché ad Arek, statico e lento, le cose facili non riescono quasi mai, ricordiamo errori in tutte le competizioni: lo smanacciare di Donnarumma in un recupero di un Milan Napoli o l’aver tirato addosso ad Alisson in un Liverpool-Napoli di Champions League che ci avrebbe aperto le porte del paradiso.
Ad Arek Milik non resta che fare i migliori auguri: vai, parti pure. E prova a farti rimpiangere.
Vai uomo dai tanti crociati ma di poca testa, che a Napoli serve averla sulle spalle la testa ma soprattutto serve l’orgoglio di vestire la maglia azzurra.


