Sai perché mi batte il corazon…?

I grandi personaggi fanno, si sa, sempre parlare di loro, in vita ma soprattutto dopo la morte. E Maradona non poteva essere da meno. Ma che ne sanno i detrattori di Diego che cosa ha rappresentato per le tifoserie delle squadre dove ha giocato? Cosa ne sanno i detrattori che cosa ha rappresentato Diego perfino per gli avversari? Cosa ne sanno i detrattori che cosa ha rappresentato Diego per il Calcio, quello con la C maiuscola?

Chi odia e vive soltanto di odio, non valuta le cose con obiettività. E il discorso non è riferito solo a personaggi famosi (per fortuna pochi), ma anche agli abituali frequentatori dei social, veri e propri cecchini infallibili contro chi vogliono deturpare nell’immagine e nel nome.

Un tempo era lo stadio San Paolo, oggi è lo stadio Diego Armando Maradona. A prescindere da quando verrà ufficialmente riconosciuto tale nome, il tempio del calcio napoletano già porta idealmente il nome del Pibe. La burocrazia non cambia il senso delle cose. Già nel 4-0 contro la Roma, il Napoli ha giocato col vento di Diego che sospingeva idealmente ogni pallone verso la porta di Mirante. A proposito, il club giallorosso ha mostrato come si omaggia un grande mito, seppure avversari in passato. Un vero e proprio esempio di sportività, una lezione che anche altri club dovrebbero imparare.

No, Diego non è morto, è andato a giocare in un’altra dimensione. In questi giorni ai tifosi di Calcio è battuto molto il “corazon” con tutte quelle immagini che riportano alla mente gli anni belli in cui, non solo eravamo più giovani, ma Diego elargiva il suo sapere calcistico insieme ai tanti, tantissimi campioni che in quei periodi impreziosivano il nostro amato sport (quando era soprattutto quello e non soprattutto business come oggi). Intanto ancora oggi, come un tempo, riecheggia nelle strade di Napoli (e in fondo anche altrove) quel coro: “Oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon…?”.

EZIO PERRELLA

Translate »