Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Parma dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto
Atmosfera totalmente ribaltata al San Paolo: dai mugugni di qualche giorno fa alla consapevolezza di avere dinanzi ai propri occhi un gruppo davvero forte. Tutto in una settimana!
Bassissima la temperatura in una serata di fine settembre. Alti i decibel e l’entusiasmo dei tifosi che si apprestano a vivere altri sette giorni infernali.
Compatto il Napoli con il 4-4-2. Gli azzurri creano, sono efficaci e non subiscono praticamente nulla. Stratega Carlo.
Dodici reti in campionato e secondo miglior attacco della Serie A. L’enorme potenziale offensivo comincia a dare finalmente i propri frutti.
Estasi pura quando Lorenzo Insigne prende palla al piede. È lecito aspettarsi sempre giocate di prestigio, pennellate d’autore ed ora anche il killer del bomber vero.
Finalizzazione che migliora gradualmente, anche se nella prima frazione di gioco gli azzurri devono fare mea-culpa per non essere riusciti a chiudere i conti.
Gestione del pallone e del vantaggio che può considerarsi più che soddisfacente. Senza concedere spazi, continuando a giocare con disinvoltura e naturalezza.
‘Home sweet home’- Il Napoli fa bottino pieno al San Paolo e trascinato dalla carica del pubblico non sbaglia un colpo.
Inoperoso nel vero senso della parola. Orestis Karnezis non si sporca neanche i guantoni conquistandosi il secondo clean-sheet stagionale.
Limare qualcosina nell’impostazione del gioco. È l’unico piccolo dettaglio che manca per vedere forse un Napoli eccellente.
Malcuit- Una piacevolissima sorpresa. Dopo i disastri della Volkswagen Arena si riscatta con gli interessi mettendo in scena una prestazione esemplare. Spinta continua sull’out di destra e qualche buon recupero in fase difensiva. Molto più di un’alternativa.
Nuovo ruolo anche per Fabiàn. Stavolta Carlo Ancelotti lo impiega da esterno di centrocampo ed il giovane spagnolo si adegua piuttosto bene.
Osare, andare oltre ogni limite, tecnico o mentale che sia. L’impresa è possibile, credete nei vostri mezzi. All’Allianz Stadium l’ardua sentenza!
Passo avanti alla ricerca degli equilibri giusti. Il fenomeno è presente sulla panchina, e lui sa cosa è meglio per questa squadra. Facciamoci condurre dal pluricampione europeo e del mondo.
Quattro, il minuto che piace maggiormente ad Insigne che nel giro di quattro giorni sblocca il match al medesimo istante. Altri quattro giorni mancano alla super sfida dello Stadium, chissà se accadrà qualcosa al quarto minuto…
Realizza per ben due volte, ritrovando il bersaglio groppo dopo un mese e mezzo di astinenza. Ancora un po’ macchinoso nei movimenti, ma ad Arkadiusz Milik la confidenza con le porte avversarie di certo non manca.
Sepe- Qualche buon intervento nel primo tempo, negando più di una volta il raddoppio ai partenopei ma poteva fare sicuramente di più in occasione della prima marcatura di Milik.
Tre ex azzurri in campo tra le fila del Parma. Livello tecnico nettamente inferiore, ma potevano fare ben poco al cospetto di un Napoli così brillante.
Utopia- Fino a qualche mese fa era impossibile pensare che in una partita di campionato si potessero cambiare ben nove calciatori. Ora no, tutti sul pezzo, tutti allo stesso livello sulla medesima barca. Vai capitan Carlo!
Valoroso Amadou Diawara, che accanto ad Allan compone una mediana tutta muscolare applicando un ottimo filtro e non facendo mancare la propria presenza nell’impostazione della manovra.
Zielinski- Positivo come di consueto, il giovane polacco è sempre sul pezzo ma ha il demerito di divorarsi una rete già fatta sotto porta.


