LA METAMORFOSI KAFKIANA DI RAFA
In principio fu solo il 4-2-3-1 ma dopo quella notte balorda del San Paolo contro il Palermo nella mente di Rafa iniziò a prendere forma una metamorfosi. Secondo molti questa metamorfosi è avvenuta senza venire meno al suo credo tattico e facendo leva sull’orgoglio dei suoi senatori. Ma oltre a tutto ciò Benitez, proprio in stile kafkiano, ha lanciato segnali volutamente svianti, che hanno avuto il duplice effetto di segnale positivo e di depistaggio allo stesso tempo. Il mister ha messo in atto poche mosse ma significative che hanno blindato la difesa ballerina dandole maggior sicurezza e copertura grazie anche al sacrificio dei suoi attaccanti e centrocampisti in fase di non possesso. Non sono un caso la crescita impressionante di Koulibaly che sta dando sempre più tranquillità anche al generale Albiol e il ritorno al gol del Pipita, ormai un leone nella savana e non più in gabbia. Ecco i primi passi della metamorfosi che ha permesso al Napoli di mettere la freccia per il terzo posto e di non volersi più fermare.
Adelante Lopez – Uno degli uomini della svolta è stato certamente David Lopez che ha messo a tacere le cassandre di inizio anno crescendo di partita in partita. Benitez lo ha piazzato come un totem davanti alla difesa creando in fase di possesso un 4-1-4-1, metamorfosi offensiva del 4-2-3-1 classico e che lo scorso anno si era visto in qualche frangente a gara acquisita. Con lui è cresciuto anche Jorginho che, dopo un avvio stentato, sembra aver trovato la forma giusta oltre che la giusta collocazione in campo a supporto della fase offensiva. Non va dimenticato, poi, il contributo del redivivo Walter Gargano che con il suo dinamismo e un piede più vellutato di un tempo riesce ad essere il ricambio ideale del duo Jorgi-Lopez.
Jorginho trequartista? – Una delle carte jolly di Benitez, vista proprio la rinascita di Gargano e l’affidabilità di Lopez, potrebbe essere quella di Jorginho nella linea dei tre dietro la punta. Il suo ingresso contro l’Inter in quel ruolo ha regalato, infatti, dinamismo in fase di aggressione nella metà campo avversaria e quasi contribuito a portare a casa i tre punti sfumati in quello sciagurato finale di San Siro. Hamsik sembra una luce ad intermittenza che si accende e si spegne quando meno dovrebbe. E’ ormai chiaramente un “non –problema” la sua collocazione tattica, e serve una scossa nuova che non sia solo la doppietta contro il Verona.
Orfani di Lorenzo – Ora il camaleontico 4-1-4-1 di Rafa perde un interprete come Lorenzo Insigne che nella doppia fase era diventato un perno chiave a sinistra in perfetta simbosi con Ghoulam. Mertens dovrà fare gli straordinari per non far rimpiangere Lorenzo oppure in alcune occasioni potrebbe essere proposto Ghoulam esterno alto con Britos terzino, esperimento già visto con Zuniga anche se poi non ha dato i risultati sperati.
La rosa sta dimostrando che gara dopo gara cresce e diventa sempre più importante. Anche il tulipano De Guzman è finalmente sbocciato e dopo l’exploit di giovedì ha ricevuto il giusto premio di fiducia con i 20’ finali di Firenze in cui ha messo tanto dinamismo per tenere sotto pressione i centrocampisti viola. Idem dicasi per Henrique, anche lui riscattato nelle notti d’Europa, e fondamentale con la sua stazza e il suo passo nel finale sia nelle palle alte, per contrastare Gomez, che sulle incursioni di fascia di Pasqual. Attendiamo ora che anche Michu possa trovare uno scatto felino in mezzo al campo per graffiare gli avversari.
Un solo uomo in piedi al comando – Saranno pure passate inosservate le varianti tattiche ma la metamorfosi kafkiana che ha colpito Benitez è stata evidente….Chi non ha visto il mister in piedi per quasi tutta la gara alzi la mano…beh non è proprio passata inosservata la grinta a bordo campo di “Rafa sempre in piedi” che ha preso per mano la sua squadra lasciando il suo sediolino sempre più solo con se stesso.
La metamorfosi del Napoli è in compimento, la rosa inizia a fiorire e magari in primavera avrà tre colori…
ANTONIO LEMBO


