VERSO UNA B A 24 SQUADRE

Diciassette club fra A e C2 non sono stati ammessi ai prossimi campionati. La decisione è stata presa dal Consiglio Federale dopo una riunione-fiume durata cinque ore. La strage annunciata si è consumata in serie C. In C1, sono fuori dal campionato Benevento, Fermana, Gela, Sassari Torres e Spal più Fidelis Andria, Reggiana e Venezia. In C2, escluse Como, Imolese, Rosetana, Sora e Vis Pesaro. Nessuna sorpresa in serie A e in serie B. La Figc ha estromesso Messina e Torino dalla massima serie, Perugia e Salernitana dal campionato cadetto. In conferenza stampa, Franco Carraro ha precisato il ruolo che ha osservato la Federazione in questo particolare contesto: non giudice ma notaio. "Ci siamo attenuti alle decisioni vincolanti della Coavisoc, ratificandole senza battere ciglio" ha detto Carraro, precisando altresì che di ripescaggi non si è parlato. La linea della Coavisoc non è andata giù al Napoli. La Commissione di Appello presieduta dal professor Alberto Santa Maria ha parzialmente sconfessato la Covisoc, che in prima istanza aveva escluso tante altre società. Clamorose alcune "riammissioni" effettuate dalla Coavisoc in C, in particolare quelle di Foggia, Teramo e Pro Vasto. I pugliesi, entro il termine perentorio del 23 giugno, non avevano presentato neanche una liberatoria. Gli abruzzesi teramani al 30 giugno avevano un’esposizione debitoria verso gli enti previdenziali di 1milione e 70mila euro, mentre al 30 giugno, termine perentorio, la Pro Vasto non presentò la fideiussione a prima richiesta di 207.000 euro. Il Foggia si è messo a posto il 1 luglio, la Pro Vasto il 7 luglio e il Teramo il 12 luglio. Hanno pagato tutto quello che c’era da pagare, ma evidentemente oltre i termini perentori stabiliti. Insomma, la linea della Coavisoc (una linea che ha palesemente violato il comunicato 189/A che regolamentava l’iscrizione ai campionati e che è stato invece usato dalla Covisoc per stilare la lista nera) è stata quella di riammettere le società che, non importa quando, hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione. Il Napoli vuole ora capire se il Treviso ha regolarizzato il suo stato patrimoniale entro il termine perentorio (4 luglio). Se infatti il club veneto ha ricapitalizzato oltre quel termine, la Coavisoc ha consentito una sua ammissione al campionato senza tener conto di un termine indicato come perentorio ledendo, evidentemente, società "terze interessate" nella vicenda. E i legali di Aurelio De Laurentiis vogliono vederci chiaro anche su alcuni bilanci "sospetti" esaminati nelle ultime settimane. La strategia legale del Napoli è pronta a partire con un ricorso alla Camera di Conciliazione e Arbitrato Coni, organo al quale possono rivolgersi tutte quelle società il cui ricorso alla Coavisoc è stato rigettato. Le istanze di arbitrato dei club che intendono opporsi alla bocciatura della Figc devono arrivare al Coni (Camera Conciliazione) entro lunedì. Il termine è perentorio: le ore 24 del 18 luglio. Il parere dell’organo supremo della giustizia sportiva si conoscerà dopo il 21 luglio, da quando cioè un’apposita commissione di cinque arbitri si riunirà e comincerà a valutare, seguendo un calendario, tutti i casi in giudizio. Carraro ha precisato che "le decisioni della Camera di Conciliazione e Arbitrato Coni per la Figc rappresentano legge", e che pertanto la Figc dovrà riammettere ai campionati le società che si vedranno riconosciute le proprie ragioni. Chi invece sarà bocciato anche da questo tribunale potrà ricorrere soltanto in sede amministrativa (III sezione Tar Lazio e Consiglio di Stato), ma nel frattempo perderà tutto il parco giocatori che automaticamente verrà svincolato d’ufficio. Un dato è tuttavia chiaro: le società ammesse dal Consiglio Federale del 15 luglio non potranno essere escluse dai prossimi organi di giustizia sportiva, salvo in caso di condanna per illecito sportivo o amministrativo. Perugia e Salernitana hanno già pronto il ricorso alla CCA Coni, così come Messina e Torino, decise ad arrivare fino al Consiglio di Stato qualora gli altri tribunali dovessero respingere i loro ricorsi. In caso di esclusione finale, Perugia e Salernitana potrebbero ripartire dalla C1 applicando il Lodo Petrucci, un espediente non consentito al Messina, la cui società non vanta né 10 anni consecutivi fra A e C2, né 25 non consecutivi: i siciliani ripartirebbero dai dilettanti, al massimo – dietro un intervento straordinario della Figc – dalla serie C. Il Torino, se bocciato, potrà avvalersi del Lodo Petrucci e ricominciare dalla B. In questo modo, Vicenza, Pescara e Catanzaro verrebbero ripescate in B sempre che abbiano presentato regolare domanda di ripescaggio (finora la documentazione in questione non è stata valutata). Il Napoli si affida ai suoi legali che cercheranno di far luce sulle mosse della Coavisoc, e se dovesse vincere i prossimi ricorsi verrebbe ammesso alla B ma senza prendere il posto di nessuno. Si andrebbe così verso quella B a 24 squadre di cui, negli ultimi tempi, se ne fa un gran parlare. Un’ipotesi della quale hanno parlato anche i presidenti di B giovedì sera, in un incontro tenuto a Fiumicino. L’ipotesi di una Super Lega di A renderebbe ancora più debole la serie B, che così com’è rischia di restare orfana di Sky e con il grave problema delle mutualità. Per lunedì, infine, è attesa la decisione della Corte Federale sull’interrogazione presentata dalla Lodigiani in merito alla normativa dei ripescaggi. La società capitolina, rappresentata dall’avvocato Edoardo Chiacchio, contesta la legittimità della norma che vieta, solo in serie C, un ripescaggio-bis a chi è stato già ripescato negli ultimi cinque anni. La Corte Federale può decidere tanto di sopprimere la norma quanto di riscriverla. In tal caso, il divieto potrebbe essere limitato al solo ripescaggio nella stessa categoria. Una soluzione che metterebbe fuori gioco il Pescara (già ripescato in B la scorsa estate e che in questo momento, al pari di Napoli, Vicenza e Catanzaro, è in serie C) e aprirebbe le porte della B al Napoli, che passerebbe terzo in graduatoria. In quest’ultimo caso, bisognerebbe comunque aspettare l’ultimo grado di giudizio su Messina, Perugia e Salernitana.

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