LA NUOVA VITA DI DIEGO

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Se ne era andato scappando dalla porta secondaria, è tornato sfondando la porta di accesso principale. Un ritorno, in Italia ma soprattutto a Napoli, da vincitore e non da vinto come in tanti (troppi) avevano insinuato.

L’8 giugno è una data che molti partenopei avranno contrassegnato sul calendario: il ritorno del "pibe de oro" nella sua seconda città natale (così da lui stesso definita). Quella che doveva essere una festa di addio al calcio del napoletano Ciro Ferrara si è rapidamente trasformata nella mattina di un primaverile giovedì di giugno nella festa per il ritorno del figliol prodigo. E da Napoli è iniziata la rinascita professionale e umana di Diego, proprio nella stessa città che aveva segnato l’inizio di una discesa così ripida da rendere inutile ogni tentativo di resistenza anche per chi di salite ne aveva già scalate molte.

Dimagrito fisicamente e trasformato, finalmente, nella testa Maradona è stato accolto dai tifosi partenopei nello stesso modo in cui gli stessi tifosi (invecchiati di 20 anni) lo accolsero nel luglio del 1984 per la sua presentazione al San Paolo: allora gli bastarono un lungo palleggio e una palla lanciata verso il cielo per incantare e scatenare la folla. In una settimana importantissima per il calcio a Napoli, visto il doppio impegno per la Napoli Soccer nei playoff di serie C1 che decidevano la promozione in B (domenica 5 Giugno semifinale di ritorno contro la Sambenedettese e la domenica successiva la finale di andata contro l’Avellino entrambe disputate nel tempio del calcio partenopeo) Diego è riuscito nell’ennesima impresa: far riempire all’inverosimile lo stadio.

Ma l’impresa più bella è stata quella di far giungere allo stadio famiglie intere: papà che tenevano per mano i propri figli all’ingresso dello stadio, mariti e mogli che si tenevano per mano nel salire le scale che li dividevano dagli spalti, bagarini che cercavano di vendere biglietti già dall’uscita della tangenziale, venditori ambulanti in ogni angolo della città, bandiere azzurre sventolanti fuori alle finestre o ai balconi delle case dei tifosi erano scene che all’ombra del Vesuvio non si vedevano da anni.

I tifosi napoletani e tutti coloro che amano il "pibe de oro" lo hanno visto e lo vedranno sicuramente tornare a giocare a calcio anche perché da quel giovedì Maradona ha collezionato oltre a presenze a programmi televisivi e ad attività a sfondo benefico anche una promessa: tornare a Napoli, il 30 Ottobre (giorno del suo compleanno), per disputare al San Paolo una partita che, si spera, segni il suo definitivo ritorno nella città che lo ha adottato.

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