VALON BEHRAMI, TECNICA DI BASE E VOCE GROSSA A CENTROCAMPO…SULLA SCIA DI UN EX AZZURRO
Una carriera altalenante condotta tra Svizzera, Italia e Inghilterra, ma un animo da guerriero lo ha sempre contraddistinto in campo e fuori dal rettangolo di gioco riuscendo a rialzarsi dopo un grave infortunio al ginocchio. Valon Behrami arriva in azzurro nella sua piena maturità tecnica e personale, con un bagaglio ricco di esperienze e di ruoli tattici ricoperti con la medesima efficacia. Insomma, ovunque sia stato, ha lasciato il segno indelebile del suo contributo. I tifosi fiorentini ne sanno qualcosa, a tal proposito. La sua versatilità assicura ad ogni allenatore di poter anche variare modulo in rapporto all’avversario, ma all’ombra del Vesuvio il ruolo di mezzala destra gli calza a pennello. Le caratteristiche in suo possesso lo esaltano come partner ideale del connazionale Inler che può esprimersi al meglio nella posizione di vertice basso a cui sono attribuiti compiti di smistamento del gioco. Inoltre al polivalente Valon non spettano solo funzioni di interdizione, ma in fase di possesso palla può mettere al servizio della squadra i suoi inserimenti come opzione in più per andare a rete.
Funzionalità e consapevolezza – In cuor suo l’ex viola sa benissimo di voler giocare bene le chance a disposizione per diventare un punto fisso dello scacchiere azzurro. Mazzarri lo considera, senza dubbio, una prima scelta davanti all'altro connazionale Dzemaili, ma d’ora in avanti lo svizzero dovrà comportarsi come se tale preferenza nelle gerarchie fosse continuamente in discussione. Lotta in campo per meritarsi la maglia da titolare, ha bisogno della giusta continuità di rendimento per poter giungere alla definitiva consacrazione. Napoli, come piazza, gli può offrire tale traguardo e Valon ci terrà ad onorarlo fino all’ultima goccia di sudore. Come se essa non bastasse mai a sottolineare la migliore delle prestazioni. Dopo un periodo di tentennamento tra la gara casalinga contro la Fiorentina e la trasferta di Catania, il ventisettenne elvetico si è fatto valere in allenamento, spingendo Mazzarri all’immediata chiamata in causa. È salito in cattedra nelle ultime partite insieme a tutta la squadra che giunge allo scontro diretto con gli stessi punti dei bianconeri campioni in carica. Sinora le aspettative lasciano ben sperare circa il suo prezioso apporto sia in fase di costruzione e, soprattutto, in fase difensiva dove gli riesce congeniale mordere le caviglie agli avversari, dando quindi man forte ai compagni e contribuendo all'equilibrio tra i vari reparti. L'importante è non allontanarsi da quella concezione di gioco tanto predicata in questi anni dal tecnico azzurro e non snaturare le qualità dei singoli in funzione della causa comune. Sembra proprio che Valon faccia a pieno caso del Napoli, e viceversa, la casacca azzurra gli sia cucita su misura.
Tempi che cambiano, obiettivi che restano – Tra gli opinionisti più autorevoli, c'è anche chi ha provato, con le dovute proporzioni, ad accostare i giocatori di questo Napoli a quelli del passato glorioso culminato con la vittoria del primo titolo tricolore. Per caratteristiche tecniche e mentalità tattica, il nostro Valon potrebbe ripercorrere le orme di un altro grande lottatore quale Salvatore Bagni che giunse a Napoli all'età di 28 anni per custodire le chiavi del centrocampo. I tempi sono chiaramente cambiati, ma gli obiettivi restano gli stessi. Bisogna ammetterlo che, rispolverando gli ultimi anni, questo Napoli ha tutte le credenziali per provare a riscrivere la storia dopo troppi anni di anonimato. Confrontando i due calciatori, lungi da noi arrivare a conclusioni affrettate e premature, si possono trovare punti in comune che, però, dalla prospettiva di Behrami necessiterebbero di risposte ancora più nitide dal campo. Bagni vinse a Napoli dopo quattro anni dal suo arrivo e con l'unico precedente della Coppa Italia conquistata dall'Inter nel 1982, mentre Valon è approdato in azzurro senza alcun successo notevole al suo seguito. La dirigenza partenopea lo ha ingaggiato seguendo il criterio della funzionalità al progetto e investendo anche una certa somma per sfilarlo alla Fiorentina in piena scadenza contrattuale e per proporgli un lungo quinquennale. Tutti gli indizi portano a pensare che, salvo complicazioni, in quel ruolo il Napoli difficilmente vorrà ritornarci sistemando altri tasselli. Per scongiurare tale evenienza, molto dipenderà anche dai fattibili margini di miglioramento a cui andrà incontro Behrami senza trascurare il minimo dettaglio. Le doti sono evidenti, la continuità è necessaria per far sì che, col tempo, “il biondo tinto” possa fare la fortuna del Napoli raccogliendo di fatto l'eredità di Salvatore Bagni.
