Tanti “Se” e tanti “Ma”, con un’unica certezza
Con il pareggio interno contro il Torino, il Napoli ha visto, quasi definitivamente, svanire le chance-scudetto e la possibilità di centrare un titolo sotto la gestione Sarri.
Tempo di bilanci in casa azzurra, tra tanti “Rumors” e non poche dichiarazioni dei suoi maggiori protagonisti, due su tutti, allenatore e presidente.
Aurelio De Laurentiis che, in piena lotta scudetto, sembrava esser svanito, al punto da essere assente il 22 aprile nella serata di Torino, stando lontano da riflettori, televisioni, radio e giornali. Tutto questo, almeno, fino alla scorsa settimana, dove, tra tv e radio, ha dato non pochi indizi sul futuro del Calcio Napoli, avendone per tutti, sopratutto per Maurizio Sarri.
Il tecnico toscano, nel post-partita, ha risposto alle molteplici dichiarazioni, alcune un tantino provocatorie, esternate dal presidente azzurro, dal mancato utilizzo di tutta la rosa ai nomi del dopo-Sarri. Il tecnico, che ha alzato bandiera bianca per il tricolore, ha scelto un profilo diplomatico, bissando su un suo probabile addio o sulla chiusura del suo ciclo a Napoli, volendo tenere ancora alta la concentrazione dei suoi giocatori per i due ultimi turni di campionato.
Ma, nonostante non si sia voluto sbilanciare, Sarri ha dato indizi sul suo futuro, “Scaricando” la responsabilità di una decisione drastica sulla società, ma non sulla sua permanenza, bensì, su un progetto tecnico che possa stimolare il tecnico a restare in azzurro.
Come? Trattenendo gli uomini-chiave e puntellare la squadra in più reparti, cose un po improbabili vista la partenza di una delle pedine fondamentali del Napoli “Sarriano”, Pepe Reina.
Ad ogni modo, il tecnico si darà 11 giorni dalla fine del campionato, tempo utile per esercitare la sua clausola risolutiva di 8 milioni, per decidere il suo futuro, tra tanti “Se” legati al mercato e un grandissimo “Ma” rappresentato da un rapporto, ormai, incrinato con il presidente, uno strappo che è venuto fuori in questi ultimi giorni, dopo che, per una intera stagione, era stato sepolto sotto la sabbia, forse, per non destabilizzare la squadra in corsa per un obiettivo così importante.
Nonostante questo Ultimatum, che lascia presagire ad un addio, fa da antitesi il grande rapporto d’amore tra Maurizio Sarri e la piazza napoletana, un rapporto che, nonostante l’assenza di trofei, è costituito da reciproco amore esternato dalla curva con striscioni eloquenti, e da grandi dichiarazioni d’affetto da parte del tecnico, più volte, nel post-partita, e che lascia presagire una chiara volontà di restare a Napoli, dal punto di vista affettivo, ma che cozza, inevitabilmente, con quello professionale.
Una chiara divergenza sugli obiettivi sportivi che, molto probabilmente, spingerà il tecnico altrove, via dalla piazza che ama, complice un rapporto, ormai logoro, con la dirigenza, con la quale, alla luce degli ultimi avvenimenti, sembra non aver più rapporto, essendo costretti a lanciarsi frecciatine sui media piuttosto che parlarne faccia a faccia e trovare una comunione di intenti…

