Seria A, tante squadre senza obiettivo: occorre una soluzione

In questo fine settimana avrà inizio il girone di ritorno con il Napoli impegnato nella sfida interna col Pescara, la Roma che farà visita all’Udinese e con l’affascinante sfida Fiorentina Juventus che potrebbe creare qualche grattacapo alla formazione di Allegri. E proprio in riferimento alla vecchia signora, in molti si augurano una battuta d’arresto per la squadra bianconera, soprattutto per assistere ad un girone di ritorno più avvincente per quanto riguarda la lotta al titolo. Ma guardando bene la classifica di serie A, il vero problema di competitività riguarda soprattutto le squadre di centro classifica.

 

Tante squadre senza obiettivo.  Le prime tre posizioni del nostro  campionato garantiscono l’accesso in Champions League( la terza posizione da accesso ai play off), mentre chi si posizionerà quarto o quinto disputerà la prossima Europa League.  Anche il sesto posto potrà far disputare la seconda competizione europea, a patto che la vincitrice della coppa Italia si sia classificata nelle prime cinque posizioni.  Insomma il quadro è abbastanza delineato: 5/6 posizioni europee e solo tre retrocessioni in serie B per ben 20 squadre in serie A.  Una situazione nettamente diversa rispetto alla fine degli anni 90 e i primi anni 2000 quando le squadre in serie A erano 18, le retrocessioni 4 e  c’erano più posti per le coppe europee visto che si disputava l’intertoto, un mini  torneo estivo per accedere alla vecchia coppa Uefa.  Sta di fatto che negli ultimi anni in primavera ci sono state già molte squadre che non hanno avuto più nulla da chiedere al campionato. In questa stagione la situazione potrebbe notevolmente peggiorare con le ultime tre squadre in netto ritardo rispetto alle altre: il Palermo terzultimo in classifica ha già sette punti di ritardo dall’ Empoli quartultimo. La media salvezza si è notevolmente abbassata a 32/33 punti e quello che accadrà a breve sarà molto semplice: ci saranno circa una decina di squadre che si salveranno con largo anticipo ma che non potranno puntare al sesto posto europeo perché troppo distante.  C’è il serio rischio di incorrere in un campionato con molte partite di squadre che non avranno più obiettivi.

 

La soluzione.  Proprio in questi giorni il presidente della FIGC Tavecchio si è pronunciato in maniera assolutamente negativa ad una possibile riduzione a 18 squadre della serie A . Anche le Pay Tv sarebbero contrarie ad una riduzione di squadre. Ma conviene alla Tv a pagamento avere più squadre ma uno spettacolo qualitativamente inferiore? In serie B  per rendere il campionato più bello e competitivo hanno applicato la formula dei play off e play out, che non sarebbe applicabile in A  per gli impegni delle nazionali.  La soluzione ideale sarebbe quella scartata dal presidente Tavecchio: una riduzione del numero delle squadre a 18 e magari una riforma contestuale anche della coppa Italia con gare di andata e ritorno già dagli ottavi di finale. In tal modo si potrebbe avere un campionato più competitivo e una coppa Italia più interessante.  Purtroppo quest’ipotesi non può essere presa in considerazione ed allora come si può rendere più competitivo un campionato a 20 squadre? Dal prossimo anno ci sarà un posto in più in Europa e contestualmente  si potrebbe pensare di far retrocedere le ultime quattro in classifica e far salire dalla B quattro squadre.  Se oggi il quartultimo posto non fosse sinonimo di salvezza, ci sarebbe una lotta per non retrocedere molto più avvincente che coinvolgerebbe altre 5/6 squadre. Qualcosa deve cambiare, non possiamo avere un campionato cosi scontato soprattutto nel girone di ritorno. Dal prossimo anno oltre al posto in Europa in più, sarebbe ideale far retrocedere quattro formazioni e non tre. Ne guadagnerebbe lo spettacolo e anche la regolarità del campionato.

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