SONO SOLO RIMPIANTI

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Il Napoli si sbatte, lotta e ci mette il cuore, ma alla fine la partita la vince l'Inter. Bello lo schema su calcio d'angolo dove i nerazzurri con Guarin trovano il vantaggio, da matita blu il modo in cui facciamo trovare il raddoppio sui piedi di Milito. Ma gli azzurri sono più vivi che mai, trovano spunti interessanti con Insigne, che gioca con grande autorità nella scala del calcio sfiorando anche la rete, e accorciano le distanze nella ripresa con il solito Cavani, dopo varie carambole sotto porta. Da li in poi si ha la netta sensazione che il pareggio può arrivare, la squadra per lunghi tratti riesce a schiacciare l'Inter. Occasione sui piedi di Pandev che con un tiro debole appoggia tra le mani di Handanovic, imitato clamorosamente di testa da un Maggio, l’esterno vicentino è ancora il lontano parente del calciatore brillante e decisivo che ben conosciamo. Quando Alvaro Pereira tenta il suicidio nella propria porta e la palla termina fuori, si capisce che non è serata. Il fischio finale dell'arbitro non fa altro che lasciare tanto amaro in bocca per una gara che non meritavamo di perdere. Purtroppo stasera Gokhan Inler ha fatto dei passi indietro rispetto alle ultime prestazioni, sbagliando passaggi elementari e non entrando mai in partita. Ma aldilà dello svizzero, delude ampiamente le attese Marek Hamsik, che non riesce mai a prendere in mano il pallino del gioco con il suo talento indiscusso, purtroppo la sua stella si offusca troppe volte nelle partite decisive. Per la felicità di chi è a caccia dell'anti Juve, si scatenano gli applausi per la squadra di Stramaccioni.

Guardando oltre la partita di stasera, la verità è solo una, la differenza tra la capolista e la band di Mazzarri la fa la rosa nella sua totalità. Se Inler non è in serata subentra Dzemaili, che il suo compitino lo svolge, ma non è assolutamente l'alter ego dello svizzero. Il sostituto naturale di Cavani è inesistente, quello di Zuniga si chiama Dossena, quello di Hamsik dovrebbe essere il giovane El Kaddouri. Ma basta dare uno sguardo attento e deciso ai calciatori che siedono in panchina per capire bene la situazione. Purtroppo bisogna chiamare in causa costantemente un mercato fallimentare, e lo scotto da pagare è sotto gli occhi di tutti. Bastava poco per rafforzare in maniera concreta questa squadre e lottare decisamente per il titolo, ma l'incompetenza di chi si occupa di tutto ciò ha reso vano questo sogno. Piangere sul latte versato è pratica dannosa e lacerante, quindi bisogna rialzare la testa e ripartire di slancio nel doppio match contro il Bologna, prima in Coppa Italia e poi in campionato. Gennaio si avvicina, e ben coscienti che nel mercato di riparazione nessuno ti regala i grandi colpi, ci attendiamo per la prima volta delle operazioni fatte con cognizione di causa, anche perchè sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.

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