LA COPERTA CORTA

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A volte pare proprio che non vogliano vincerla. È inverosimile come ci sia una sorta di legge della compensazione, per la quale proprio quando sembra andare tutto per il verso giusto arriva qualcosa o qualcuno (magari proprio i più insospettabili) a rovinare tutto. Un successo stasera avrebbe riaperto clamorosamente i giochi per lo scudetto, e una vittoria roboante avrebbero rilanciato in maniera decisa le quotazioni degli azzurri. Invece no, invece pare proprio che quest’anno ‘sta benedetta Juve abbia cento vite.

Quando Pandev mette dentro il primo pallone sembra che si sia rotto un incantesimo, ti senti in diritto di sentirti leggero. Quando insacca il secondo con una magia tirata fuori da un cilindro che sembrava aver perso pensi che davvero a questo punto niente può più andare storto. Tre a uno e tutti a casa, poco più del City, poco meno di Milan e Inter, ma pur sempre tre gol e pur sempre tre punti. Alla faccia dei calcioni juventini, alla faccia dei rigori fatti ripetere (quante altre volte accadrà in tutto il campionato? Prepariamo le dita di una mano…). Sembra tutto perfetto, invece arriva l’ennesimo movimento difensivo sbagliato, una nuova uscita folle di Campagnaro che a volte sembra giocare più per la gloria personale che per il reparto. La Juve accorcia ma sembra essere comunque alle corde, anzi quasi quasi gli facciamo pure il quarto. Invece arriva la frittata, quella che taglierebbe le gambe anche alla gazzella più agile. Gargano pasticcia a centrocampo (e quando mai), la difesa sembra vittima di un incantesimo e Pepe diventa Messi, insaccando dopo trenta metri di corsa. A proposito, sembra ormai chiaro che Fernandez può fare al massimo il centrale dei centrali, largo a destra è davvero improponibile. Quanti altri punti di platino dovremo regalare agli avversari prima di rendercene conto? 

Sono tre punti buttati al vento. Tre, non due. Perché la Juve sarebbe una concorrente diretta, fino a prova contraria, anche se in effetti di prove contrarie il Napoli ce ne sta dando più di una. I punti di distacco restano nove, il San Paolo non è più quel fortino inespugnabile che era fino a qualche settimana fa, almeno in campionato. E gli obiettivi realistici si allontanano sempre di più. Mezzo vuoto o mezzo pieno che sia, il bicchiere resta comunque a metà. E la sensazione è che sia la metà sbagliata.

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