SCOPRIAMO IL “NAPOLI CLUB BARONIA” – GLI EROI DELLA C
Il nostro viaggio per i club Napoli di Italia si sofferma questa volta sul “Napoli Club Baronia” – Gli eroi della C, zona situata nell’alta Irpinia. Abbiamo intervistato il fondatore del club,, Massimiliano Archidiacono: “Sono tornato in paese da due anni dopo aver girato il mondo per lavoro. Ho messo su un’organizzazione di volontariato e sono consulente esterno del comune. Com’è nato il club? Beh, il mercoledì prima della partita Roma-Napoli, coincisa con l’ultima gara in panchina di Donadoni, feci il giro della Baronia per affiggere dei volantini con su scritto l’invito a iscriversi al “Napoli Club Baronia”. Dopo un primo elenco di persone, girai di nuovo in auto per la Baronia per affiggere altri volantini, prolungando il termine di iscrizione al club. Intanto, a Napoli, avevo stretto legami con Antonio Caruso, presidente della “Nuova Associazione Club Napoli”: Antonio, molto disponibile, mi invitò nella sede della sua associazione al Centro Direzionale per la formalizzazione del club. Dopodiché ritorno al paese e, dopo aver illustrato le direttive a ogni socio, consegnai ad ognuno di loro le tessere dell’avvenuta iscrizione all’associazione. Mi faccio aiutare da altri tre ragazzi che collaborano al fine di rendere la sede quanto più perfetta possibile. In questa sede, concessa dal comune, abbiamo allestito un maxi schermo di 50 pollici per seguire le partite del Napoli in trasferta. Sulle pareti abbiamo affisso poster con su raffiguranti il presidente De Laurentiis e la scalata degli azzurri in serie A.” Seguire il Napoli è una passione, e ogni volta che la squadra gioca in casa per loro è come una trasferta, in quanto la maggior parte dei membri del club si muove dal proprio paese per raggiungere il San Paolo: “Quando possiamo, seguiamo il Napoli in casa. Per noi è come una vera e propria trasferta, in quanto ci muoviamo in pullman.” La voglia di far conoscere il club è tanta: “Abbiamo cercato di fare una cerimonia di inaugurazione invitando i calciatori azzurri, ma è stato impossibile farli partecipare. A breve ne organizzeremo un’altra a cui parteciperanno: giornalisti, l’ex massaggiatore Carmando e magari anche l’ex capitano Francesco Montervino. Nel gennaio scorso mi misi in contatto con la redazione di “Telecapri” – prosegue Maxi – e partecipammo alla trasmissione “Fuorigioco” in occasione della partita Napoli-Genoa: fecero un servizio sul club intervistando me e alcuni membri nella sede.” E la questione biglietti?: “Non abbiamo mai avuto problemi per quanto riguarda i biglietti; Antonio Caruso ci consiglia sempre di prenderli prima. Comunque siamo stati sempre accontentati.” Il club ha voglia di crescere: “Abbiamo intenzione di ampliare le nostre attività, magari allestendo una squadra di calcetto e fare beneficenza. Il nostro desiderio? Avere una società più presente nei confronti dei vari club, in modo tale da diffondere il verbo azzurro.” Un pensiero sulla stagione del Napoli: “Quest’annata è da ripercorrere a tappe, partendo dall’anno precedente: io non avrei mai cacciato Reja per poi prendere Donadoni. Il mister bergamasco ha avuto tempo per ambientarsi, ma i risultati non gli hanno dato ragione. La squadra non rispondeva mai sul campo. Devo ammettere che grazie alla squadra creata da Marino siamo riusciti a raggiungere l’Europa League, – sottolinea Maxi – però ci avrei pensato bene prima di cedere Contini e Datolo, calciatori che avrebbero potuto fare ancora al caso del Napoli nella seconda parte della stagione. Il grande merito va sicuramente a Mazzarri e a chi è stato intorno al gruppo. Però qualche rimpianto c’è stato: alla squadra ho visto sbagliare poche partite, le più evidenti sono state le trasferte di Siena, Bologna e Catania. In altre siamo stati sfortunati. Una critica? La testardaggine del mister, fissato con Gargano e Pazienza in mezzo al campo e Cigarini fuori dalla formazione titolare. Non capisco lo strano trattamento riservato a Hoffer, mi sembra un calciatore a posto atleticamente, qualche chance in più poteva riceverla. L’anno prossimo? Bisognerà capire come Mazzarri imposterà il modulo e se davvero serve il bomber da 20 goal.”
