Ricorso Benitez, il Napoli punta all’ ammenda

Appresa la decisione del Giudice Sportivo della Lega di serie A relativa alla squalifica di 1 giornata a carico del proprio allenatore Rafa Benitez, il Napoli ha deciso immediatamente di presentare ricorso, impugnando così la decisione del primo giudice dinanzi alla Corte Sportiva d’Appello a livello Nazionale, organo di secondo grado deputato a decidere in merito ai reclami avverso le decisioni del Giudice Sportivo nazionale.

Il presidente Aurelio De Laurentiis ha dato mandato al legale della Società, Avv. Mattia Grassani, che entro le ore 12 di mercoledì ha proposto reclamo, chiedendo contestualmente gli atti ufficiali della gara, ovvero il referto dell’arbitro (e degli altri ufficiali di gara) nonché i rapporti dei collaboratori della Procura Federale, per poter curare nel dettaglio la difesa di Benitez cercando attenuanti al comportamento dell’allenatore.

 Il ricorso si discuterà venerdì, termine entro il quale il Napoli dovrà depositare la memoria difensiva chiedendo, eventualmente, di essere ascoltato (tramite il proprio legale o lo stesso Benitez) in fase dibattimentale pe produrre ulteriori elementi orali utili alla decisione di merito. La richiesta del Napoli è chiara: annullamento della sanzione o, in subordine, commutazione della pena in un’ammenda pecuniaria.

Diversi gli argomenti a sostegno della richiesta, e che lasciano pensare all’accoglimento (almeno parziale) del ricorso: l’eccessività e sproporzionalità della sanzione inflitta rispetto alla condotta contestata, la non corretta qualificazione delle frasi ascritte al tesserato, il contesto di forte tensione nel quale è stata pronunciata una singola frase, il curriculum disciplinare praticamente immacolato dell’allenatore.

C’è ottimismo sulle possibilità di accoglimento del ricorso (il dispositivo sarà ufficiale venerdì pomeriggio). Peraltro non è escluso che, nel corso della propria arringa, l’avvocato Grassani decida anche di sottolineare il fatto che, in modo del tutto anomalo, il Giudice Sportivo abbia pubblicato sul comunicato anche la frase incriminata, invece di motivare (come consuetudine) il provvedimento omettendo le parole dal tesserato.

Marco Santopaolo

 

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