REJA E LA SPINA CALAIO’
Non c’è mai stato feeling tra Edy Reja e d Emanuele Calaiò. Nel corso dell’annata sportiva appena trascorsa diversi sono stati gli screzi e diverbi tra due persone di forte personalità. Il problema per il giocatore siciliano coccolato da Marino e De Laurentiis, è che si trova ad occupare un ruolo subordinato a quello del maturo tecnico carnico. E’ l’allenatore che decide sulle scelte tecniche, il giocatore deve solo attenersi alle valutazioni del mister sia che positive che negative. Certo l’avvento di Emanuele a Napoli era stato osannato con squilli di tromba, si pensava ad un giocatore che potesse fare la differenza in serie C viste le sue caterve di gol realizzate in B con il Pescara. Invece, pur facendo intravedere ottime qualità tecniche soprattutto in prospettiva vista la sua giovane età, ha un po’ deluso le aspettative dell’ambiente napoletano. Ciò che è emerso in questa sua prima stagione napoletana sono dei limiti sulla sua personale tenuta mentale ed è su questo che Reja ha più volte insistito nel fargli delle pubbliche ammende anche innanzi a noi della stampa. Emanuele ottimo ragazzo e professionista, è mancato talvolta della giusta cattiveria in campo e sotto porta, per un bomber come è lui questo è un grave difetto. Ma c’è di più, il giocatore innervosito dalla leale concorrenza di Sosa che entrava a partita iniziata e realizzava pressoché sempre, ha cominciato ad entrare in campo in modo insofferente ed invece di pensare a realizzare reti ha pensato di più a litigare con i difensori avversari cadendo nelle loro provocazioni. Proprio nella partita contro il Rimini il giocatore palermitano fece di molto arrabbiare Reja quando si fece espellere in risposta ad una stupida provocazione di un difensore riminese, un gesto inconsulto che il tecnico di Gorizia censurò duramente negli spogliatoi, dichiarando che giocatori come Calaiò che non dimostrano di avere i nervi saldi e che non si sanno gestire non fanno per lui, né possono servire alla causa del Napoli. Fu questo un amaro boccone che Emanuele dovette ingoiare, alla fine pagò quel gesto e la sua incolore prestazione nel primo tempo con la Samb nei play off, con la totale esclusione dalla formazione titolare nelle due partite di finale con l’Avellino. Ma gli screzi tra Edoardo ed Emanuele non sono limitati solo al dopo Rimini, spesso anche durante gli allenamenti, chi vi scrive ha potuto udire dure reprimende del tecnico verso l’attaccante. La nuova stagione agonistica era iniziata con grande voglia da parte di Emanuele di fare bene e di fare ricredere l’allenatore, ma dopo i primi allenamenti e le prime partitelle, ecco di nuovo le punzecchiature di Reja atte a stimolare il giocatore ad essere più concentrato e concreto in mezzo al campo senza lasciarsi andare ad inutili e vacui leziosismi che lasciano il tempo che trovano soprattutto per giocatori che disputano un campionato di serie C. L’ultima bordata del giocatore c’è stata qualche giorni fa, quando ha appreso dal tecnico azzurro che il Napoli è interessato all’ acquisto di Dino Fava dell’Udinese, a quel punto il siciliano con una punta di orgoglio si è lasciato scappare: "se arriva Fava, io me ne vado"! Questo potrebbe essere l’ennesimo strappo che porterebbe al distacco dalla maglia azzurra e dal tecnico Reja, per un idilio mai completamente nato tra il bomber di scuola granata e il severo trainer friulano.
