CON LA PARTENZA DEL POCHO SONO SPUNTATI GLI “ALTARINI”
Accuse, smentite, attestati di stima… La vicenda Lavezzi è destinata a continuare, nonostante il Pocho da ieri sia un calciatore del PSG. E’ di stamattina una notizia che un pò tutti sospettavano ma che il quotidiano la Repubblica ha pubblicato secondo cui ci sarebbe stata una frattura all’interno dello spogliatoio per alcune considerazioni fatte dal Pocho dopo la sconfitta contro la Lazio in campionato. Ricordiamo tutti le parole di mister Mazzarri: “e’ un gruppo unitissimo” tuonava il numero uno ai giornalisti che lo stimolavano su quest’argomento. Eppure, nonostante siano arrivate le smentite da parte di Alejandro Mazzoni, qualcosa che non andava all’interno del gruppo era quasi evidente. Ne sono testimonianza le numerose panchine dello stesso argentino nell’ultima parte del campionato e quell’infortunio “capitato a fagiolo” per poter dare alibi alle scelte del mister. Purtroppo questa storia non fa altro che gettare ombre su chi è andato via e nemmeno questo è giusto. Lavezzi sta diventando il capro espiatorio di ogni colpa. Lui è voluto andar via per soldi (a proposito le sue dichiarazioni su Twitter sono state l’unico vero neo di tutta questa faccenda), lui ha spaccato lo spogliatoio, lui non è un calciatore indispensabile disse Mazzarri in una conferenza stampa in contrapposizione a quanto affermato in precedenza. Eppure Lavezzi è un calciatore che ha dato tantissimo a questo gruppo ed a questa città e forse le sue accuse, prese in senso positivo, come crediamo fosse nelle sue intenzioni non fanno altro che dimostrare il suo attaccamento a questa città. Lavezzi ha amato tanto questa maglia e questi colori, molto più di quanto si voglia far credere, per cercare di farlo dimenticare nel più breve tempo possibile. Probabilmente lo strappo c’è stato ma è stato ampiamente ricucito e lo testimoniano gli attestati di affetto e di stima che tutti i suoi compagni, Cavani compreso, gli hanno attribuito tramite messaggi, telefonate, tweet ed ogni altra forma di comunicazione compresi i bigliettini che i suoi compagni, capitano in testa, hanno esposto sulle proprie maglie in occasione della festa di fine anno che recitavano: “Pocho non ci lasciare”. Questo perchè i suoi compagni lo hanno conosciuto ed hanno potuto apprezzare il personaggio Lavezzi, la sua bontà e la sua genorosità in campo e fuori ma che, complice il suo carattere schivo e le sue doti di leader, sta diventando vittima e carnefice del suo addio e che ancora non riesce a trovare la meritata serenità ricercata.
