PERUGIA INCEROTTATO, MA OCCHIO A CELLINI

Quando qualche tempo fa qualcuno si asteneva dal dare giudizi definitivi (quanto sommari) sul Perugia, aspettando la reazione del gruppo dopo le prime difficoltà, evidentemente quel qualcuno non si sbagliava. Se la coperta è corta, i miracoli non si possono fare. E’ per questo che il Perugia nelle ultime quattro partite ha raccolto la miseria di due punti, arrivati dopo le gare casalinghe contro Pistoiese e Grosseto. Perse le trasferte di Frosinone e Gela, Patania si ritrova con le ossa rotte e con una classifica che lo vede settimo. Nulla di compromesso, ma con questa rosa sarà difficile tirare avanti fino alla fine: basta una squalifica più un infortunio ed ecco che la frittata è fatta per una squadra completamente rinnovata (e costata zero euro) dopo lo tsunami dell’ultimo Gaucci. Perugia spesso fortunato nel risultato della gara, meno in quelli dell’infermeria. Ancora fuori Dipasquale, la squadra umbra gioca con un 4-4-2 (adattato) molto giovane e senza una panchina adeguata. In porta c’è Pinzan (’79), ultime cinque stagioni con la Triestina. Davanti a lui c’è una linea che comincia con il terzino Ghomsi (’84), l’ultimo in ordine di tempo ad aver portato il Genoa davanti alla giustizia sportiva prima di essere ceduto. Un giocatore rapido, tecnicamente affidabile, che opera in parallelo con l’ex napoletano Salvatore Accursi (’78), costretto a stringere i denti visti i gravi infortuni occorsi a Rizzo e Feussi. La difesa ritrova esperienza anche al centro, con l’ex Catanzaro e Vicenza Dal Canto (’75) a far coppia con Lo Monaco (’80), lo scorso anno a Catania. L’unica alternativa è il jolly Mandorlini (’83), prelevato dalla Carrarese. Il centrocampo prevede due esterni abbastanza avanti con l’età. Si tratta degli esperti Arcadio (’72, lo scorso anno al Catanzaro) e Puccinelli (’73, arrivato dal Novara), elementi dalla tecnica e dall’esperienza indiscutibile. Più giovane la cabina di regia, dove il talento non manca. Al centro del campo operano a braccetto Boisfer (’81, cresciuto nel Genoa) e soprattutto il rapido e pericoloso brasiliano Mezavilla (’83, consacratosi a Lanciano). Le alternative del reparto sono rappresentate dall’esperto esterno ex Napoli Bernini (’73), capitano della squadra ma attualmente non al meglio della condizione, e dai giovanissimi ’85 Bevilacqua, Goretti e Zagaglioni. In avanti, dopo l’infortunio di Dipasquale l’unica vera punta rimasta è Cellini (’81), un rapido brevilineo che lo scorso anno ha lasciato il segno a Foggia. Al suo fianco, Patania ha avanzato Diarra (’85), giovane ivoriano scuola Lecce con mansioni da seconda punta. Anche in questa zona del campo la coperta è corta, tanto che l’unica riserva è il baby Campagnacci (’87).

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