MERCATO IN STAND-BY: LA COLPA? NON SOLO DEL NAPOLI…
Siamo appena agli albori della stagione 2012/2013,ma già risaltano all’occhio diversi fattori, allarmanti, di questa nuova annata. Su tutti l’immobilismo, auspichiamoci momentaneo, del Napoli sul fronte mercato. Partito Lavezzi, che ha finalmente potuto accontentare la sua consorte Escrepante Yanina migrando oltr’alpe, i supporters partenopei auspicavano ed auspicano tutt’ora che il tesoretto derivante dalla cessione dell’argentino, che ammonta intorno ai ventisei milioni di euro, venga almeno in parte re-investito. La squadra infatti, necessita indubbiamente di forze fresche da arruolare quanto prima. Seppur senza Champions infatti, la stagione azzurra sarà ostica e ricca di impegni come quella passata, dato che si dovrà lottare ugualmente su tre fronti, con un Europa League da sfruttare come vetrina per i giovani, con lo scugnizzo Insigne ed il cileno Vargas su tutti, una Coppa Italia da difendere dopo il trionfo della passata stagione ed un campionato che dovrà vedere per forza di cose la compagine azzurra lottare per le posizioni di vertice. In tal senso può farsi una vera e prpria esamina considerando come ago della bilancia il piccolo comune del trentino di Dimaro. La piccola località situata tra le montagne della provincia di Trento è anche quest’anno sede del ritiro pre-campionato dei nostri beniamini. Ai nastri di partenza di “Dimaro 11-12” i volti nuovi che si annoveravano erano già diversi: Federico Fernandez, Miguel Angel Britos, Blerim Dzemaili, Gokhan Inler e Marco Donadel. “Dimaro 12-13” segnala il solo Insigne come unica novità (per il quale non si sono spesi quattrini) fatta eccezione per i rientranti dai prestiti, vedi Snatana e Vitale, aggregati al resto del gruppo in attesa di una nuova sistemazione. Senza divulgarsi troppo sulla politica che la società sembra orientata ad attuare, bisogna comunque svolgere un analisi che travasi in tutto e per tutto la mancanza dei botti di inizio luglio ai quali la dirigenza partenopea ci aveva abituati. In realtà gli addetti ai lavori di manovre ne hanno imbastite. Anche tante. Prendiamo l’esempio dell’esterno sinistro: si è parlato al lungo del francese del Lione Aly Cissokho. L’accordo tra le due società, anche a causa delle mosse acque finanziarie in cui naviga la società transalpina, sembrava pura formalità. L’affare, per una cifra intorno agli otto milioni di euro sembrava potesse andare in porto. E invece, ne è scaturito un vero e proprio tira e molla che ha portato ad un naufragio del negoziato tanto improbabile quanto inatteso quasi come quello della celeberrima Costa Concordia. Il gioco del rialzo quasi sul fotofinish di una trattativa sta assumendo i contorni di un vero e proprio giallo per la truppa azzurra, data la ciclicità, al quanto scostante e poco professionale,con la quale tale avvenimento tende a ripetersi. E’ il caso anche del duo Armero-Cuadrado. Sappiamo tutti la difficoltà nel trattare con un osso duro come Pozzo che cerca sempre di trarre il massimo profitto dai suoi campioni pronti a lasciare l’incubatrice friuliana. Si tratta sulla base di una comproprietà, formula poco simpatica a sua maestà De Laurentiis, che in realtà mira a prendere tutto e subito, senza dover poi riaffrontare il discorso l’annata seguente. Sta di fatto che al momento il vate di San Vincenzo, che invocava ed invoca tutt’ora nuovi innesti per rendere maggiormente competitiva la propria rosa, spogliata di uno dei suoi petali più pregiati, si ritrova ancora con un pugno di mosche in mano. La verità è che si, il Napoli si muove con più prudenza nel mare del calciomercato: gli squali pronti ad azzannare sono molti e si vuole pertanto evitare di correre il rischio di farsi rifilare veri e propri pacchi sottoforma di potenziali campioni come ainoi accaduto in passato. Ma è anche vero che gli squali, sembrano essersi accorti della solidità finanziaria della società partenopea, e mirano pertanto a capitalizzare al massimo quei pochi soldi che tale mondo vede ancora girare. Insomma l’acqua è poca e la papera, evolutasi fino al massimo grado di predatore più pericoloso delle acque salate,non galleggia!Così come non è errato supporre che le società nostrane temono il potenziale attuale del Napoli e cercano altresì di mettere i bastoni tra le ruote ad crescita continua e parsimoniosa che anno dopo anno persiste inesorabile. Il sud gregario avanza e lo strapotere del nord vacilla. un quadro già dipinto, una situazione già vissuta.
