NAPOLI AL SAN PAOLO: STORIA DI UN AMORE INFRANTO!

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La matematica non è un'opinione, questo lo sanno tutti, ed allora giusto tirare un po' le somme degli ultimi mesi. Nel 2010 delle 14 partite disputate al San Paolo, il Napoli ha raccolto solo 4 vittorie, collezionando 3 sconfitte e ben 7 pareggi. Una media decisamente bassa per chi aspira a posizioni di vertice. Che si tratta di salvezza o di scudetto, è risaputo che i grandi campionati si costruiscano tra le mura amiche, con il supporto del proprio pubblico che a Napoli, a differenza di altrove, non è mai mancato. Da fortino quasi a nemico, questa la strana involuzione di uno stadio che lo scorso campionato è stato spesso l'uomo in più degli azzurri. Ma la nuova stagione certo non ha regalato grandi emozioni ai tifosi partenopei che hanno più volte visto un Napoli non certo cinico e spietato, come magari è più volte accaduto nei primi mesi della gestione Mazzarri. Ed a ripensarci nella mente un flash ci riporta a quella squadra che aveva voglia di combattere, che non si dava mai per vinta, che vinceva le partite al 90esimo già scoccato. Qualcuno forse ricorderà la zona Mazzarri, quei minuti finali che facevano tremare le gambe alle difese avversarie, quei minuti finali dove si sentiva il ruggito di una squadra affamata di vittorie. Beh, almeno in questo primo mese di campionato, il Napoli dei miracoli di Mazzarri e dei record di imbattibilità sembra un ricordo quanto mai sbiadito, forse ancor più lontano nel tempo di quanto realmente sia. Una lenta ma graduale involuzione, non tanto nel gioco che è rimasto alquanto sterile e fatto di fiammate dei singoli, ma nello spirito della squadra. Nonostante il "ritrovato" Dossena, tornato finalmente a livelli accettabili, e l'acquisto di un terminale offensivo come Cavani, finalmente capace di mettere la palla dentro, il Napoli continua a latitare nel possesso palla. La scelta di Mazzarri di puntare su giocatori più fisici come Yebda e Blasi, a discapito di altri più tecnici come Bogliacino e Cigarini, di certo non ha giovato all'armonia del gioco azzurro. Una sinfonia quasi stonata da passaggi sbagliati, da controlli mancati, da verticalizzazioni omaggio per gli avversari. E' questo ciò che più salta agli occhi nel computo delle palle perse, che inevitabilmente diventano cioccolatini tutti da gustare per gli attaccanti avversari, un po' come Cannavaro in vena di regali con l'amico Pellissier. Ma Natale è ancora lontano e fino ad allora i tifosi azzurri preferirebbero magari essere meno generosi… Ma volere è potere, ed il San Paolo può tornare ad essere terreno ostile per ogni squadra che non sia quella azzurra. Il popolo napoletano ha voglia di affollare ancora l'impianto di Fuorigrotta, ed aspetta solo una sterzata della squadra per far sentire ancora una volta l'amore della città per la maglia. Amore indissolubile che non svanirà con una sconfitta, seppur dolorosa come l'ultima contro il Chievo. Ma una presa di posizione della società è doverosa. Qualcosa si è sbagliato, qualcosa che sembra evidente anche ai meno esperti. La campagna acquisti non è stata all'altezza, ed ormai su questo punto non ci piove. Ma la città aspetta un segnale chiaro della dirigenza, aspetta le parole del suo Presidente che continua a fare la voce grossa solo dopo le grandi prestazioni, che scappa dallo stadio ancor prima della fine delle partite, forse chissà per non rispondere a domande scomode! La città vuole chiarezza, i tifosi si aspettano decisamente di più di quanto dato fino ad ora. Il San Paolo tornerà ad essere grande se la squadra e la società dimostreranno di essere grandi. L'amore dei tifosi non si compra con prezzi scontati, ma si ottiene con la grinta e con il carattere mostrato in mezzo al campo. I fischi torneranno ad essere applausi, i pareggi ad essere vittorie, e se la squadra dimostrerà di essere attaccata alla maglia, statene certi che il San Paolo tornerà ancora una volta a tingersi d'azzurro.

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