LORENZO RE IN TRASFERTA, CALIMERO IN CASA. PERCHE?
ACCUSA (Pm Luigi Giordano)
Lorenzo Insigne dopo una sofferto inizio stagionale sta diventando il vero leader del Napoli, ma lo sta facendo stranamente soprattutto in trasferta. Cosa spinge Lorenzo a prendersi la squadra sulle spalle ed essere decisivo a Milano, a Bologna, a Madrid e Verona? Di converso le sue prestazioni sono piu’ titubanti nelle gare casalinghe, in questi match lui ha cercato piu le giocate individuali e si è messo meno a disposizione della squadra con i suoi assist al bacio. Lo stesso dicasi per le conclusioni, in casa le forza molto di piu, cerca il colpo ad effetto e poi si perde in conclusioni facili come contro il Palermo. Tutto ciò comporta paradossalmente che viene criticato nel suo stadio non di radio va incontro pure ai fischi. Questo perché probabilmente quando gioca al San Paolo non è sereno e si sente sotto pressione, con la voglia di voler dimostrare ad ogni costo il suo talento. Cosa che non accade invece in trasferta dove il ragazzo è piu tranquillo.
DIFESA(Avv.Antonio Lembo)
La ripresa di Insigne è coincisa anche con gli sprazzi di sereno all’orizzonte per l’accordo sul rinnovo contrattuale. Sarà un caso? Credo di no. Lorenzo ci certo non era sereno in questi mesi ma va dato merito a Sarri di aver insistito sul ragazzo essendo certo e consapevole delle sue qualità. Non è mai mancata la personalità e la sfacciataggine al folletto di Frattamaggiore e in gare importanti come quella di Madrid lo ha dimostrato meritandosi i complimenti di tutti, Presidente incluso, che ha deciso di investire tanto su di lui per i prossimi anni. Come mai al San Paolo fa fatica? Di certo l’assetto tattico e il modo di giocare degli avversari al San Paolo può in parte penalizzarlo. Per lui qualche spazio in più e la possibilità di avere spazi in cui provare le sue giocate. E poi al San Paolo gli avversari si chiudono e lui non ha certo le caratteristiche dello scardinatore delle difese schierate. In queste occasioni cerca maggiormente la giocata per smarcare i compagni più che avere la possibilità di giocare personali. Certo errori banali come contro il Palermo pesano non poco se li paragoniamo agli splendidi gol di Milano e Madrid. Ma Lorenzo è fatto così, nel bene e nel male va preso per quello che è. Un calciatore dalla immensa classe ma che caratterialmente è ancora quel bambino che al San Paolo andava a vedere le partite e i suoi idoli e prova sempre a stupire il tifoso che ancora vive dentro di lui. Questa emotività la soffre più che un clima infuocato come il Bernabeu perché sa che li un errore non ha lo stesso peso che davanti ai suoi tifosi.


