LORENZO ALLA RISCOSSA
Tra le tante vittime illustri mietute dall’ormai ex allenatore del Napoli, è impossibile non annoverare Lorenzo Insigne. “E’ un ragazzino che viene dalla B”, disse di lui il Santone: un’espressione a metà tra offesa e degradazione, comunque sufficiente per dargli a intendere che, nelle insulse gerarchie, gli spettava lasciare spazio agli altri. Bistrattato e sottovalutato, il frattese ha ricevuto dal vecchio mister un trattamento mortificante, il che ha frenato bruscamente l’esplosione del suo immenso e freschissimo talento. Avrebbe potuto essere più utile ai colori azzurri da titolare tout court, e non come mera riserva di lusso da tenere in considerazione solo per motivi urgenti. Che ci possiamo fare? Mazzarri andava pazzo per Pandev, ritenuto più bravo, più pronto, capace persino di giocare con una gamba sola. Tuttavia la mortificazione per Lorenzo non concerne solo il minutaggio, bensì anche l’errata collocazione tattica ritagliata su di lui dal tecnico. Seconda punta: ok. In posizione quasi sempre defilata a sinistra, pronto ad accentrarsi col pallone sul suo destro naturale: va bene. Ma distante, troppo distante dalla porta, dunque escluso dal suo abituale raggio d’azione, all’infuori del quale appassisce. E per di più con il compito, previsto dal sedicente calcio totale mazzarriano, di mettere le ganasce al difensore avversario che tentava di riavviare i suoi. Uno spreco madornale per il numero 24 azzurro. Uno spreco che non ha pregiudicato del tutto i suoi numeri (5 reti e 9 assist in 42 match stagionali), ma ha sicuramente ridotto l’apporto delle sue prestazioni, relegandolo a una posizione quasi marginale. Adesso però i tempi sono cambiati. Non ci sono più né Mazzarri né i suoi sovrastimati codici. C’è Benitez e, con lui, una bella ventata d’aria fresca, portata dal suo vincente 4-2-3-1. Una mezza rivoluzione copernicana per una piazza abituata da troppo tempo allo stantio 3-5-2 attuato dall’umile Walter, e prim’ancora da Donadoni e Reja. Ebbene, in questo nuovo modulo, con cui il bravo Don Rafael ha vinto trofei internazionali e raccolto ovunque consensi unanimi, Lorenzinho avrebbe le carte in regola per potersi finalmente esprimere in tutte le sue potenzialità. Catechizzato allo scopo dall’illustre maestro Zeman negli anni di Foggia e Pescara, il giovanotto si troverebbe totalmente a suo agio nel terzetto di trequartisti posto alle spalle dell’unica punta, naturalmente in posizione esterna. E sarebbe più che congeniale agli schemi offensivi adottati dal tecnico madrileno, grazie anche alle sue spiccate attitudini. La corsa, l’abilità nel saltare l’uomo e cambiare repentinamente la velocità di passo, la tecnica, gli consentirebbero di attaccare la profondità e rendersi efficace nel servire assist al bacio su un vassoio d’argento. Innato com’è a improvvise sterzate palla al piede, a cambi di direzione dalle fasce verso il cuore dell’area, creerebbe varchi e corsie preferenziali per i compagni. E con la sua ampia visione di gioco, che lo coinvolge in una partecipazione attiva alla fase offensiva, sarebbe in grado di sfruttare le sponde della punta centrale e inserirsi pericolosamente, rivelandosi un micidiale finalizzatore, ancor meglio di come lo è stato finora. E il suo nuovo allenatore gli conferirebbe senz’altro licenza di offendere, lasciandogli quindi la piena libertà di colpire con i pezzi forti del suo repertorio, tipo il tiro a giro da posizione laterale, alla Del Piero per intenderci. Ossia, quello che è valso al Napoli il sofferto successo sul Cagliari. Dunque, sarà l’anno della riscossa e della contemporanea consacrazione per il Magnifico? Le possibilità che ciò accada ci sono tutte, nella moderna e avanzata concezione di football edificata da Benitez, tanto diversa da quella del suo illustre predecessore. Chiaramente la nostra è solo un’ipotesi, una pura opinione. Puntare o meno su Insigne è una decisione che spetta unicamente al pluripremiato entrenador spagnolo. Dall’alto della sua indiscutibile esperienza, non v’è dubbio alcuno che saprà ben valutare la questione. Nel suo leggendario database, in cui sono contenuti vita, morte e miracoli di decine di migliaia di calciatori dai quattro angoli del globo, magari ci sarà anche un file con le caratteristiche tecniche, tattiche e caratteriali del talentino nostrano. E inoltre, tra un summit e l’altro con la sua nuova dirigenza, Don Rafael potrebbe avere tempo e modo di vedere l’azzurro all’opera agli Europei Under 21 in Israele, facendosene qualche idea in più. A lui l’ardua sentenza. La speranza che possa scommettere a occhi chiusi sull’azzurrino è forte. E si poggia su un ulteriore fattore da non trascurare: la fiducia ch’egli nutre verso i giovani. Anche questo è un elemento di notevole discontinuità nei confronti di chi c’era prima. Buena suerte, Lorenzo!
