Lo Zibaldone azzurro: Lazio-Napoli dalla A alla Z
Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto
Aquila annientata dal ciuccio. È l’immagine piú bella della serata capitolina. Orgoglio campano che si abbatte sulla capitale.
Bastos- Sfortunato il difensore laziale che è il primo a rimediare acciacchi fisici tra le fila degli uomini di Inzaghi. Il primo cambio che mina le certezze di un gioco fino a quel momento ben consolidato.
Callejon- Non ne sbaglia una, mai! Contributo fondamentale per il resto della squadra, classico lavoro di copertura e immancabile marcatura a Roma.
Deleteria l’uscita dal campo di De Vrij: leader incontrastato della retroguardia, non è un caso che non appena viene sostituito, la Lazio va in bambola.
Ennesima prova di forza da parte di un collettivo che incanta e affascina ogni spettatore. L’obbligo è restare con i piedi per terra, a fine anno tireremo le dovute somme.
Fraseggio spettacolare specialmente nella ripresa in cui il Napoli mette la sesta e a quel punto ce n’è davvero per pochi!
Gelo al minuto 29 quando De Vrij colpisce indisturbato in area di rigore. Solita nefandezza difensiva, Reina incerto…e lo spettro di Karkhiv che sembrava riavvicinarsi.
Hamsik- Primo tempo da horror, con il legno che si rivela croce e delizia. Nella ripresa ha il merito di servire un assist al bacio per il gol del momentaneo, ma decisivo vantaggio.
Immobile la retroguardia partenopea quando Ciro, tutt’altro che immobile, semina il panico sulla destra dando il là alla marcatura laziale.
Lesto Koulibaly ad anticipare tutti gli avversari in occasione del pareggio. Cattiveria agonistica, riscatto immediato dopo un primo tempo a dir poco nefasto.
Milinkovic-Savic- Partita double-face per il fantasista serbo. Guerriero nei primi quarantacinque minuti, fantasma nel secondo tempo. Cala insieme ai propri compagni di club.
Neanche il piú ottimista avrebbe mai immaginato di poter dilagare 4-1, quando all’intervallo una pioggia di critiche si era abbattuta sull’11 mandato in campo da Sarri.
Onore ad entrambe le formazioni che hanno onorato il gioco del calcio regalando uno spettacolo degno di nota. Peccato per la cornice di pubblico non ottimale.
Prodigiosa la parata di Strakosha che con un guizzo felino nega a Callejon la gioia del gol, fortunatamente arrivato qualche minuto piú tardi. Intervento fenomenale, ma inutile ai fini del risultato.
Quindici punti: bottino pieno. Dopo aver vinto anche il primo big match gli azzurri dovranno affrontare con la medesima intensitá avversari sulla carta abbordabili ma allo stesso tempo insidiosi, quali Spal e Cagliari.
Reina-Serata no per il portiere spagnolo che avrebbe potuto sicuramente respingere la conclusione sporca di De Vrij. Sarebbe ingiusto tuttavia gettargli la croce addosso.
Sensazionale, surreale, sublime la giocata del genio sregolato di Dries Mertens. Soltanto un folle come lui poteva inventarsi un simile capolavoro. Oggi è ancor piú certificato: Il numero 14 deve giocare…sempre!
Tweet del presidente arrivato in tarda serata- ADL è estasiato dal Sarrismo, l’auspicio è che faccia qualcosa per rendere questo sogno vera e propria realtà.
Umore alle stelle dopo una tale prestazione- Consapevoli di essere forti e belli, ma con il dovere di mantenere sempre alta la concentrazione.
Valoroso Christian Maggio che al netto di un’etá non propriamente aurea sforna una gara di tutto rispetto rivelandosi decisivo in piú di una chiusura difensiva.
Zielinski- Sfrutta gli spazi lasciati liberi dagli avversari per rendersi pericoloso con le sue notevoli incursioni. Si procura il rigore del definitivo 1-4 dopo un bell’uno due con il connazionale Milik.


