LE MANI DEL NAPOLI SUL CAMPIONATO

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Le mani del Napoli sul campionato. Un segnale forte viene dall’ "Arena Garibaldi-Romeo Anconetani" di Pisa dove la squadra di Reja si è imposta con merito ed il piglio della grande che sa di essere superiore agli avversari ed ha voglia di manifestarlo. Mai avevamo visto un Napoli così attento e deciso al tempo stesso, pur contro un Pisa disinvolto, aggressivo, rapido nelle ripartenze.Chi temeva cali di tensione dopo la sosta, è stato smentito. Le assenza di Savini e Pià (che può recuperare con tutta calma) hanno inciso poco nell’economia del gioco partenopeo. Anche Reja è stato smentito: Sosa e Calaiò insieme possono coesistere, eccome. Il Pampa –che solo giocando con continuità potrà trovare il ritmo partita- fa reparto da solo, crea spazi per Calaiò, mette paura a tutte le difese avversarie. Anche Calaiò l’ha sottolineato dicendo che Reja "ha una soluzione in più su cui può contare". La svolta del campionato potrebbe materializzarsi proprio a Pisa, trasferta non poco temuta alla vigilia. Vittorie come queste rinfrancano il morale, corroborano lo spirito, stimolano ulteriormente l’autostima. Da Pisa torna a casa una squadra ancora più convinta delle sue qualità e che può dar vita ad un filotto di risultati positivi in grado di consentirle di salutare la compagnia. Finalmente! Finalmente una squadra che è piaciuta in maniera completa. Poche le pecche evidenziate: difesa a volte in ritardo contro i rapidi dirimpettai in avvio di match, un fisiologico calo di tensione sul 2-0. Ma sarebbe come andare a cercare il pelo nell’uovo. La vittoria in Toscana è il sintomo di un gruppo calatosi nello spirito della C e che con mezzi tecnici superiori può, proprio dalla torre pisana, lanciarsi verso la sospirata promozione. Nessun volo pindarico, ma solo umiltà, predicano adesso i protagonisti a 24 partite dalla chiusura del torneo. E nessuno intende esaltarsi più di tanto, ma quando si vince come ha fatto il Napoli a Pisa è giusto segnalare che nell’aria si percepisce qualcosa di diverso. E di tremendamente positivo. Quando si dice che il vento sta cambiando. Era ora.

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Le mani del Napoli sul campionato. Un segnale forte viene dall’ "Arena Garibaldi-Romeo Anconetani" di Pisa dove la squadra di Reja si è imposta con merito ed il piglio della grande che sa di essere superiore agli avversari ed ha voglia di manifestarlo. Mai avevamo visto un Napoli così attento e deciso al tempo stesso, pur contro un Pisa disinvolto, aggressivo, rapido nelle ripartenze.Chi temeva cali di tensione dopo la sosta, è stato smentito. Le assenza di Savini e Pià (che può recuperare con tutta calma) hanno inciso poco nell’economia del gioco partenopeo. Anche Reja è stato smentito: Sosa e Calaiò insieme possono coesistere, eccome. Il Pampa –che solo giocando con continuità potrà trovare il ritmo partita- fa reparto da solo, crea spazi per Calaiò, mette paura a tutte le difese avversarie. Anche Calaiò l’ha sottolineato dicendo che Reja "ha una soluzione in più su cui può contare". La svolta del campionato potrebbe materializzarsi proprio a Pisa, trasferta non poco temuta alla vigilia. Vittorie come queste rinfrancano il morale, corroborano lo spirito, stimolano ulteriormente l’autostima. Da Pisa torna a casa una squadra ancora più convinta delle sue qualità e che può dar vita ad un filotto di risultati positivi in grado di consentirle di salutare la compagnia. Finalmente! Finalmente una squadra che è piaciuta in maniera completa. Poche le pecche evidenziate: difesa a volte in ritardo contro i rapidi dirimpettai in avvio di match, un fisiologico calo di tensione sul 2-0. Ma sarebbe come andare a cercare il pelo nell’uovo. La vittoria in Toscana è il sintomo di un gruppo calatosi nello spirito della C e che con mezzi tecnici superiori può, proprio dalla torre pisana, lanciarsi verso la sospirata promozione. Nessun volo pindarico, ma solo umiltà, predicano adesso i protagonisti a 24 partite dalla chiusura del torneo. E nessuno intende esaltarsi più di tanto, ma quando si vince come ha fatto il Napoli a Pisa è giusto segnalare che nell’aria si percepisce qualcosa di diverso. E di tremendamente positivo. Quando si dice che il vento sta cambiando. Era ora.

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